4 Luglio
politiche

L’aumento degli aiuti de minimis è ancora lontano

Il regolamento europeo 2019/316 ha modificato il regime di aiuto de minimis nel settore agricolo, innalzando il massimale di contributi pubblici che può essere concesso a un’impresa unica nell’arco di un triennio a 25.000 euro e aumentando il limite nazionale di importo cumulativo che può essere erogato, sempre nell’arco di tre annualità. Per l’Italia il plafond diventa di 840,5 milioni di euro.

Tali limiti individuali (a livello di singolo beneficiario) e complessivi (a livello di Stato membro) sono subordinati al rispetto di condizioni supplementari che si rendono necessarie per il corretto funzionamento del mercato interno e sono volte a evitare una potenziale distorsione della concorrenza e degli scambi.

Il Mipaaft ha di recente chiarito in che modo ed entro quali tempi gli agricoltori italiani potranno beneficiare dell’innalzamento del tetto de minimis. In Italia l’aumento a 25.000 euro ci sarà quando il registro nazionale del Sian sarà in grado di garantire il rispetto del limite settoriale che impedisce di concedere più del 50% dell’importo complessivo nazionale degli aiuti de minimis nell’arco di tre esercizi finanziari in favore di un unico settore produttivo.

Attualmente questo requisito non è soddisfatto perché evidentemente manca la tracciabilità storica nel registro degli aiuti di Stato, del settore destinatario dell’aiuto pubblico.

Pertanto, dice il Ministero, il primo triennio utile per il monitoraggio del limite settoriale è previsto dagli inizi del 2020. Fino a quel momento gli agricoltori italiani non potranno beneficiare dell’innalzamento a 25.000 euro della soglia triennale.

Il Mipaaft ha precisato che sono in corso gli adeguamenti tecnici del registro del Sian e quindi si sta lavorando per predisporre le condizioni per una piena operatività delle nuove norme comunitarie sugli aiuti di stato, più favorevoli per gli agricoltori.

Il buon funzionamento del registro Sian risulta di fondamentale importanza per determinare se c’è ulteriore capienza per una singola impresa, oppure se il plafond è già stato esaurito e quindi non ci sono le condizioni per riconoscere l’aiuto di Stato.

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