8 novembre
politiche

Latte, anche Grecia e Finlandia chiedono l’etichetta di origine obbligatoria

Grecia e Finlandia sono gli ultimi Stati dell’Unione europea ad aver notificato alla Commissione un decreto che prevede l’imposizione dell’obbligo dell’etichetta di origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari per le imprese che producono nel territorio nazionale.

Come era prevedibile, il via libera di Bruxelles alla Francia, nel luglio scorso, ha provocato la moltiplicazione delle domande di deroga alla norme comunitarie sull’etichettatura. La richiesta dell’Italia è stata approvata il 14 ottobre, mentre sono ancora in attesa di risposta Lituania e Portogallo.

Secondo il regolamento UE sulle informazioni alimentari ai consumatori, gli Stati membri possono introdurre ulteriori indicazioni obbligatorie di etichettatura per determinate categorie di prodotti alimentari, anche relativamente all’origine, se esse sono giustificate, tra l’altro, da esigenze di tutela della salute pubblica o dei consumatori. Questo vuol dire che, in linea di principio, le misure che introducono l’etichettatura di origine obbligatoria sarebbero consentite. Tuttavia la Commissione ha dichiarato che approverà altre richieste solo a condizione che siano per un periodo limitato di tempo.

L’ondata di richieste trova l’opposizione di molti gruppi industriali, primo fra tutti l’organizzazione europea dell’industria del latte (European dairy association, EDA), secondo la quale l’etichettatura di origine obbligatoria potrebbe penalizzare i produttori situati nelle zone di confine tra un Paese e l’altro (che possono rifornirsi da Paesi diversi), provocare un rialzo dei prezzi e ostacolare gli scambi nel mercato unico.

 

(© Osservatorio AGR)

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