11 Dicembre
innovazione

L’agricoltura biologica può nutrire il mondo, se cambiano le diete e si riducono gli sprechi

L’agricoltura biologica può soddisfare la domanda globale di cibo in modo sostenibile ma solo a condizione di ridurre lo spreco alimentare e modificare le diete, diminuendo la quantità di carne.

Sono le conclusioni di uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, che il Fibl, l’Istituto internazionale di ricerca sul biologico, ha condotto in collaborazione con la FAO e le Università di Vienna e Aberdeen.

 

Uno dei problemi affrontati dai ricercatori è capire se l’agricoltura biologica sia in grado nutrire un’ampia popolazione e possa quindi essere adottata su larga scala. La studio si basa su una nuova simulazione al 2050 che tiene conto di diversi scenari climatici globali e delle proiezioni dell’ONU sull’aumento demografico, secondo cui la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i nove miliardi di persone.

 

Nel caso di una conversione totale all’agricoltura biologica, il primo dato emerso è che l’estensione dei terreni da coltivare dovrebbe aumentare dal 16 fino al 33%, a causa delle minori rese rispetto alle tecniche di coltivazione convenzionali.

 

Se invece l’estensione dei terreni restasse immutata, sarebbe plausibile un modello con una conversione parziale delle colture, quantificabile in un 60%.

 

In questo scenario, tuttavia, il fabbisogno mondiale di prodotti agricoli sarebbe soddisfatto solo dimezzando sia gli sprechi di cibo sia i terreni destinati alla produzione di mangimi per allevamento, terreni che andrebbero convertiti alla coltivazione di vegetali destinati al consumo umano. Di conseguenza, dovrebbero cambiare anche le abitudini alimentari degli esseri umani: in particolare, la percentuale media di proteine animali nel totale dell’introito proteico dovrebbe diminuire dal 38 all’11%.

 

In questo caso – spiegano i ricercatori – sarebbe possibile realizzare un sistema alimentare a basso impatto ambientale, con minori emissioni di gas serra e vantaggi consistenti per la salute in termini di risparmio di pesticidi.

 

(© Osservatorio AGR)

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