21 Settembre
innovazione

L’acquacoltura è in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale di proteine

Dedicare una minima porzione degli oceani all’acquacoltura potrebbe consentire di soddisfare la domanda di pesce, e quindi di proteine, dell’intera popolazione mondiale, che entro il 2050 si stima arriverà a raggiungere i 10 miliardi di persone. È quanto sostiene uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution, condotto dai ricercatori statunitensi dell’Università della California di Santa Barbara e della National Oceanic and Atmospheric Administration di Honolulu.

 

Nel corso dello studio, gli autori hanno esaminato la fisiologia di 180 specie di pesci che potrebbero essere allevate, verificando inoltre quali fossero gli ambienti più favorevoli per la crescita di ciascuna specie. In particolare, hanno esaminato dati come la profondità oceanica, la temperatura e le esigenze biologiche delle diverse specie.

 

In base ai risultati della ricerca, basterebbe praticare l’acquacoltura nello 0,015% del territorio oceanico, un’estensione pari al lago Michigan, per ottenere 15 miliardi di tonnellate di pesce l’anno, la stessa quantità raccolta dai pescherecci di tutto il mondo. Uno sforzo che dovrebbero fare tutti i Paesi bagnati dall’oceano, i quali – tramite l’acquacoltura – garantirebbero una quantità di pescato superiore ad almeno 100 volte l’ammontare di pesce attualmente consumato a livello globale. Lo studio evidenzia come sfruttando le coste oceaniche, ricche di aree particolarmente adatte a questo tipo di attività, la produzione ittica potrebbe crescere del 40% entro i prossimi 10 anni.

 

La scoperta degli studiosi statunitensi potrebbe avere un impatto positivo sia sulle persone che sull’ambiente: l’acquacoltura, infatti, soddisferebbe la domanda alimentare della popolazione e allo stesso tempo salvaguarderebbe l’habitat marino.

 

«Abbiamo bisogno di reperire maggiori quantità di proteine per soddisfare il fabbisogno proteico della popolazione mondiale in crescita», osserva Peter Kareiva, uno degli autori della ricerca. «Questo studio dimostra che i pesci d’allevamento nell’oceano potrebbero svolgere un ruolo importante per nutrire le persone senza degradare il nostro oceano e senza che vi sia uno sfruttamento eccessivo della pesca delle specie selvatiche».

 

(© Osservatorio AGR)

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