13 novembre
imprese & mercati

La Russia costruisce maxipolo dei formaggi e chiede aiuto alle aziende italiane

Continuano a farsi sentire, in Russia, gli effetti della chiusura delle frontiere ai formaggi europei (e italiani in particolare), scattata nel 2014 come ritorsione alle sanzioni occidentali legate alla crisi ucraina. Per questo motivo, le autorità russe hanno deciso di avviare la costruzione di un maxi polo per la produzione di formaggi di qualità, invitando le imprese italiane a investire nel progetto e a fornire il proprio know-how.

 

Lo rivela Assolatte – l’ente che rappresenta le aziende italiane del settore lattiero-caseario – che ha assistito alla presentazione dell’iniziativa, avvenuta nel corso dell’International Agricultural Dairy Forum, svoltosi a Mosca nei giorni 8 e 9 novembre.

 

Il nuovo mega polo caseario, attivo entro la fine del 2018, sorgerà nel distretto Dmitrovsky (12 chilometri a Nord di Mosca), contando su sette stabilimenti e una superficie di 17 ettari, per una capacità produttiva annua fino a 12mila tonnellate di formaggio.

Un investimento complessivo stimato in 5 miliardi di rubli (75 milioni di euro), destinati alla costruzione di nuovi e moderni allevamenti, stabilimenti ad alta tecnologia per la lavorazione del latte,  magazzini di stoccaggio e relative infrastrutture.

Previsti una serie di incentivi, tra cui prestiti agevolati, recupero del 20% sull’investimento di capitale iniziale, sussidi per acquisti consistenti di materia prima.

 

«Quello nel Dmitrovsky District», sottolinea il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, «è uno dei progetti più ambiziosi varati dalle autorità russe per sviluppare l’industria lattiero-casearia e sopperire, così, ai pesanti effetti causati dall’embargo sull’importazione di formaggi dall’UE». Una misura che ha colpito tutte le imprese europee, le quali, nel giro di 24 ore, hanno perso 250mila tonnellate di export. Particolarmente consistente il danno per il settore caseario italiano, le cui vendite sono crollate dai 43milioni del 2013 agli attuali 5mila euro.

 

Mosca, intanto, continua a investire nell’industria alimentare. Per quanto riguarda i formaggi, tra il 2013 e il 2016 la produzione interna è aumentata del 60,8%, raggiungendo le 690mila tonnellate.

«Il loro obiettivo di medio periodo», conclude Ambrosi, «è quello dell’autosufficienza. Ma, nonostante questa crescita dei volumi, continua a mancare l’expertise per ottenere una produzione casearia di alta qualità».

 

(© Osservatorio AGR)

 

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