17 Febbraio
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La ruggine del grano minaccia le coltivazioni dell’area mediterranea: è allarme in Sicilia

La ruggine del grano, una famiglia di temibili malattie fungine, continua ad avanzare in Asia Centrale, Africa ed Europa, colpendo in modo particolare l’area mediterranea e nello specifico la Sicilia. Lo confermano due nuovi studi scientifici, realizzati in collaborazione con la FAO, dalla Aahurus University in Danimarca e dal Centro internazionale per il miglioramento del grano (CIMMYT) in Messico. I rapporti evidenziano, da un lato, la diffusione in nuovi Paesi di ceppi di ruggine già esistenti e ben noti, dall’altro, l’emergere, in diverse regioni del mondo, di nuove varietà della malattia.

 

In Sicilia, infatti, nel 2016 una nuova specie di ruggine dello stelo, chiamata Ttttf, ha colpito diverse migliaia di ettari di grano duro, provocando la più grande epidemia di questa fitopatologia che l’Europa abbia visto da decenni. L’esperienza con ceppi simili suggerisce che anche altre varietà di grano possono essere sensibili ai nuovi ceppi patogeni. Ttttf è la varietà di ruggine dello stelo che è stata identificata di recente. Senza un adeguato controllo, avvertono i ricercatori, potrebbe presto diffondersi su grandi distanze lungo il bacino del Mediterraneo e la costa adriatica.

 

«Queste nuove, aggressive varietà di ruggine sono emerse mentre stiamo lavorando con partner internazionali per aiutare i Paesi a combattere quelle esistenti. Dobbiamo quindi essere rapidi e accurati nel modo in cui le affrontiamo» ha dichiarato il patologo FAO delle piante, Fazil Dusunceli. «Adesso è più che mai importante che specialisti delle istituzioni internazionali e dei Paesi che producono grano lavorino assieme per fermare queste malattie, lavoro che implica sorveglianza continua, condivisione dei dati e costruzione di piani d’emergenza per proteggere i propri agricoltori e quelli dei Paesi vicini».

 

La ruggine del grano si diffonde rapidamente su grandi distanze, trasportata dal vento. Se non individuata e curata in tempo può causare, anche a solo poche settimane dalla mietitura, fino al 100% della perdita dei raccolti. I fungicidi possono contribuire a limitare i danni, ma la diagnosi precoce e un intervento rapido sono cruciali, insieme a strategie di gestione integrate nel lungo periodo.

 

(© Osservatorio AGR)

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