30 Aprile
Coronavirus politiche

La nuova Pac slitta al 2023

La Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha deciso di rinviare di due anni la riforma della Politica agricola comune, ossia al 31 dicembre 2022, di prorogare i fondi europei attuali evitando tagli sul budget Pac, di rafforzare gli strumenti contro i rischi aziendali e le crisi di mercato, come quella generata dal coronavirus.
Questo, in estrema sintesi, è la decisione dell’Europarlamento sul regolamento transitorio della Politica agricola comune votato (on line) il 28 aprile.
«Abbiamo mantenuto l’impegno preso nei confronti dei nostri produttori – ha detto Paolo De Castro, che guida il Gruppo S&D in Commissione – e dopo oltre 200 votazioni diamo il via libera ai regolamenti transitori per estendere di due anni l’attuale Pac e non di un solo anno come proponeva l’Esecutivo Ue».
«Il nostro testo sarà la base su cui avviare i negoziati con la Commissione e il Consiglio Ue, con l’obiettivo di un accordo sul testo entro la scadenza della presidenza di turno croata, il 30 giugno».
«Grazie al regolamento transitorio – prosegue De Castro – disponiamo di un maggiore margine temporale per correggere gli elementi di contrasto già individuati nella proposta di riforma della Pac, e in primo luogo il tentativo di ri-nazionalizzazione».
L’altro argomento decisivo è quello dei fondi a disposizione della prossima Pac: la Commissione agricoltura propone che, se il budget pluriennale Ue 2021-27 non verrà approvato in tempo, i tetti di spesa restino quelli del 2020, mettendo di fatto gli agricoltori al riparo dai tagli proposti dalla Commissione europea per il periodo finanziario post 2020
Per l’Italia significherebbe evitare il 4% dei tagli sui pagamenti diretti (144 milioni di euro l’anno) e di oltre il 15% sullo sviluppo rurale (230 milioni l’anno).
«Nel testo approvato – spiega De Castro – estendiamo tra l’altro l’attuale programmazione dello sviluppo rurale al 31 dicembre 2022. Rafforziamo le misure di gestione del rischio in linea con quanto previsto dall’Omnibus. Estendiamo di due anni i programmi operativi e i diritti di impianto. Per la riserva di crisi, chiediamo che dal 2021 venga finanziata al livello attuale con fondi extra-Pac, senza obbligo di restituirla se non attivata, e con la possibilità di incrementarla senza limiti».

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