7 Novembre
imprese & mercati politiche

La nuova Pac «dimagrisce» e slitta di un anno

Per la nuova Pac bisognerà attendere almeno un anno in più, e forse due. La nuova programmazione doveva partire il 1° gennaio 2021 mentre ora la Commissione europea fissa la data di inizio al gennaio 2022.

I regolamenti transitori adottati dalla Commissione Juncker prevedono che il 2021 diventi quindi un anno di transizione, in cui comunque si applicherà la riduzione della spesa agricola già proposta dall’Esecutivo Ue nella sua bozza di budget 2021-2027, con tutti i Paesi che perdono fondi: per l’Italia vuol dire 370 milioni in meno per il 2021.

In particolare, l’Italia perderebbe il 15,6% dei fondi destinati allo sviluppo rurale e il 3,9% di quelli per i pagamenti diretti.

Il motivo di questi tagli, a parole contestati da tutti i Paesi, è abbastanza semplice: con la brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Ue, vengono a mancare soldi al bilancio comunitario (Londra era contributore netto) e quindi non è materialmente possibile spendere allo stesso modo di prima.

L’unica soluzione sarebbe che ciascun Paese membro aumentasse la sua quota, passando dall’1,1% del pil all’1,3%, ma attualmente nessuno sembra disposto a questo sacrificio.

Oltre a occuparsi del bilancio i regolamenti adottati dalla Commissione, che dovranno essere discussi da Paesi membri ed Europarlamento, modificano le norme approvate nel 2013 in più punti, in modo da estendere tutti i programmi per gli agricoltori.

Per quanto riguarda l’ocm, la Commissione propone di prolungare il programma per il settore vino fino al 15 ottobre 2023, quello per l’apicoltura fino al 31 luglio 2022 e per l’olio d’oliva al 31 dicembre 2021.

Il regolamento estende l’attuale flessibilità tra pilastri anche al 2021, e prevede una sorta di «sanatoria» per i titoli Pac.

Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, si prolunga di un anno l’accordo di partenariato, con la possibilità agli Stati membri di estendere l’attuale programmazione dello sviluppo rurale dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021, incluso il Leader. C’è un anno in più sia per gli impegni di spesa (dal 2020 al 2021) che per l’erogazione delle risorse (dal 2023 al 31 dicembre 2024).

Sulla riserva di crisi, anche nel 2021 sarà un taglio lineare di poco più dell’1% sugli aiuti diretti a provvedere ai 400 milioni da utilizzare in caso di necessità.

Cattolica Assicurazioni Soc. Coop.

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