30 Novembre
imprese & mercati

La contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani sottrae 300mila posti di lavoro

Il business della contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani fattura annualmente 60 miliardi di euro, sottraendo al mercato interno 300mila posti di lavoro. È quanto emerge dal dossier “La tavola degli inganni” che Coldiretti ha presentato lo scorso 25 novembre a Napoli, in occasione dell’apertura del museo temporaneo dedicato al falso Made in Italy alimentare, allestito sul Lungomare Caracciolo.

 

In testa alla classifica dei prodotti più taroccati – rileva l’associazione – ci sono i formaggi, a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il provolone, il gorgonzola, il pecorino romano, l’Asiago o la fontina.

La mozzarella è sicuramente una delle specialità alimentari più imitate. Si va dalla Mozzarella Italia prodotta in Ungheria alla Zottarella, diffusa in Germania, fino alla Unagrande Mozzarella scovata nei supermercati russi, e alla Mozzarella di Murrah bufala realizzata in Thailandia.

 

Al secondo posto dei prodotti maggiormente contraffatti ci sono i salumi più prestigiosi, dal Prosciutto San Daniele alla mortadella, ma anche gli oli extravergine di oliva, gli ortofrutticoli e le conserve, come il pomodoro San Marzano.

 

Se gli Stati Uniti sono i leader della falsificazione, le imitazioni dei formaggi italiani sono molto diffuse in tutto il mondo, dall’Australia al Sud America, ma anche sul mercato europeo. Una tendenza che è degenerata in alcuni Paesi, dove sono stati messi in commercio veri e propri kit fai da te per la produzione casalinga dei formaggi, vini e salumi italiani più tipici in pochi giorni.

 

«L’Italia», denuncia il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, «si accinge a raggiungere nel 2017 il record storico delle esportazioni agroalimentari con un valore superiore ai 40 miliardi di euro, che potrebbe migliorare considerevolmente poiché 6 prodotti alimentari di tipo italiano su 10 in vendita sul mercato internazionale sono il risultato dell’agropirateria internazionale, che nel mondo fattura 60 miliardi l’anno».

 

(© Osservatorio AGR)

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