11 giugno
imprese & mercati

Nuovo indice del benessere mondiale: si basa sul Big Mac

Si basa sul numero di ore necessarie ad acquistare un Big Mac (il panino-icona della catena di fast food McDonald’s) l’indice del benessere mondiale ideato dall’economista statunitense Orley Ashenfelter, professore alla Princeton University.

Lo studioso è intervenuto lo scorso 3 giugno al Festival dell’economia di Trento, dove ha illustrato i risultati della sua ricerca, condotta a partire dalla fine degli anni Novanta in 70 diversi Paesi.

 

Il celebre panino è stato scelto perché disponibile con le stesse caratteristiche in quasi tutto il mondo e perché i franchise locali di McDonald’s devono rispettare le stesse regole anche per la manodopera, cosa che consente una comparazione significativa tra molte nazioni.

 

Dalla ricerca risulta che i salari pagati da questa società sono abbastanza simili nei Paesi sviluppati, dove è possibile comprare due o tre Big Mac con la paga prevista per un’ora lavorativa. Nei Paesi emergenti, invece, la paga oraria permette di acquistarne meno di un terzo.

 

I dati raccolti da Ashenfelter mostrano inoltre che, nei primi sette anni del nuovo secolo, la retribuzione dei lavoratori statunitensi di McDonald’s è cresciuta di poco più del 10% in totale, mentre il prezzo del panino è aumentato più del 20%, con il risultato di una netta riduzione del salario in termini reali. Per questo motivo, in alcuni Stati USA, come ad esempio il New Jersey, è stato introdotto il salario minimo.

 

Viceversa nei Paesi emergenti, nello stesso arco temporale, il salario dei lavoratori dei fast food è aumentato, in proporzione, più del prezzo del Big Mac.

 

(© Osservatorio AGR)

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