12 Settembre
imprese & mercati

Il biologico italiano, una storia di successo

Nonostante la situazione economica italiana non sia particolarmente brillante, i dati del mercato del biologico presentati da Nomisma alla 31ma edizione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale chiusosi nei giorni scorsi a Bologna, si confermano positivi, soprattutto per l’export, che ha visto nel 2018 un’ulteriore crescita del 10%, superando 2,2 miliardi di euro di vendite, corrispondenti al 5,5% dell’esportazione agroalimentare italiana.

Anche il mercato interno è cresciuto in modo positivo di oltre il 5%, specie a confronto con la staticità dei consumi alimentari convenzionali. Le rilevazioni Ismea-Nielsen del primo semestre di quest’anno inoltre confermano una crescita, sia pure più frenata, dell’1,5% rispetto al periodo gennaio-giugno 2018. I trend di lungo periodo dimostrano che da 13 milioni del 2012 il numero delle famiglie italiane che hanno acquistato almeno un prodotto biologico nel 2019 è salito a 21,4 milioni, l’86% del totale.

Per quanto riguarda il settore primario, la fotografia scattata dal Sinab, il Sistema informativo sull’agricoltura biologica del Ministero delle politiche agricole, alla data del 31 dicembre 2018 quantifica in poco meno di 2 milioni di ettari le superfici coltivate senza sostanze chimiche di sintesi e in quasi 80.000 il numero degli operatori, il più elevato nell’Unione europea. L’area ad agricoltura bio è aumentata del 3%, confermando i primati di prati e pascoli, foraggere e produzioni cerealicole, seguiti da olivo e vite

Il numero degli operatori è cresciuto di oltre 3.000 unità (+4%), mentre quello delle aziende agricole ha sfiorato l’anno scorso quota 60.000 (+3%). Sono inoltre più di 9.000 i preparatori esclusivi, il 7% in più rispetto al 2017, più di 10.000 le figure miste (produttori/preparatori, cresciuti del 10%) e ormai quasi 500 gli importatori (+15%).

Significativa anche l’incidenza dell’agricoltura biologica sul totale, balzata al 15,5% della Sau, la superficie agricola utilizzata a livello nazionale. Le aziende biologiche, tra coltivazioni e allevamenti, rappresentano invece il 6,1% del totale, con una dimensione media di oltre 28 ettari, quasi tre volte quella nazionale.

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