22 Maggio
imprese & mercati

Grano duro: in Italia diminuiscono le semine e le rese

È di 4,5 milioni di tonnellate, su una superficie di 1,27 milioni di ettari, la produzione italiana di grano duro attesa per la campagna 2017/18. Rispetto alla stagione precedente, le stime evidenziano una riduzione delle semine dell’8,25%, accompagnate da una diminuzione delle rese che, con 3,55 tonnellate per ettaro, si prevedono in calo del 4,23%.

 

Sono queste le previsioni elaborate dalla società di ricerca Areté e presentate a Foggia in occasione di Durum Days 2017 – Mercato prezzi e previsioni del grano duro 2017/18, l’evento internazionale che lo scorso 18 maggio per la prima volta ha visto riunita l’intera filiera grano-pasta per avviare un percorso di dialogo e condivisione di strategie.

 

Come secondo produttore mondiale di grano duro, l’Italia rappresenta un importante riferimento per comprendere l’andamento globale dei prezzi nella prossima campagna. La produzione del Belpaese, sebbene inferiore del 10,9% rispetto ai 5 milioni di tonnellate della scorsa stagione (dati Istat 2016/17), contribuirà a mantenere il mercato ben approvvigionato, grazie anche all’ampio riporto di scorte, seppure a livelli inferiori rispetto alla campagna appena chiusa. Secondo i dati presentati dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi economica), le superfici seminate a frumento duro nella campagna 2016/17 hanno visto un calo più contenuto nel Centro Italia (-5,4%), contro il -7,4% del Sud e una media del -9,1% del Nord.

 

Per quanto riguarda il Canada, primo produttore mondiale di grano duro, si attende invece una produzione pari a 5,5 milioni di tonnellate, con una flessione del 29% rispetto alla campagna 2016/2017.

 

Previsti inoltre un calo produttivo del 18% negli USA e una riduzione dell’1,04% nell’Unione europea. Unico dato in controtendenza, quello del Nord Africa, dove la produzione è stimata in crescita del 48%.

 

Le stime Areté indicano anche un aumento dell’export (+6,7%), che dovrebbe raggiungere i 4,8 milioni di tonnellate. Il rapporto tra gli stock finali e gli utilizzi totali, pari al 46% nel 2016/17, si attesterà sul 36%.

 

(© Osservatorio AGR)

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