Politica agricola comune (Pac)

E’ il complesso di norme e meccanismi che regolano, all’interno dell’Unione Europea, l’agricoltura e i territori rurali.
Appartiene alla sfera di competenza esclusiva della Comunità e si prefigge ai sensi dell’articolo 33 del trattato che istituisce la Comunità europea (ex articolo 39 del Trattato di Roma firmato nel 1957) di:
• Incrementare la produttività dell’agricoltura sviluppando il progresso tecnico assicurando lo sviluppo razionale della produzione agricola come pure un impiego migliore dei fattori di produzione in particolare della manodopera;
• Assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola grazie al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano nell’agricoltura;
• Stabilizzare i mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;
• Assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori.
Per raggiungere tali obiettivi l’art. 34 prevede la creazione di una organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) che si fondano sul rispetto dei principi dell’unicità dei mercati agricoli, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria. La Pac costituisce una delle più importanti politiche dell’Unione europea (le spese agricole rappresentano circa il 37% del bilancio comunitario). La sua elaborazione è soggetta alla procedura decisionale che prevede la maggioranza qualificata in sede di Consiglio e la consultazione del Parlamento europeo. Inizialmente la Pac ha permesso alla Comunità di raggiungere rapidamente l’autosufficienza ma con l’andare del tempo il suo funzionamento è diventato sempre più costoso a causa della sovrapproduzione e del livello eccessivo dei prezzi europei rispetto a quelli del mercato mondiale.

La riforma Mac Sharry del 1992 ha corretto la situazione mediante la riduzione dei prezzi agricoli garantiti compensata da pagamenti compensativi legati ai fattori di produzione e dall’istituzione di misure dette “di accompagnamento”.

La riforma del 1999 basata sull’Agenda 2000 consolida le modifiche apportate nel 1992 e individua quali obiettivi prioritari la sicurezza dei prodotti alimentari, la difesa dell’ambiente e la promozione di un’agricoltura sostenibile. Gli obiettivi che non rientrano nella politica di mercato sono stati riuniti nello sviluppo rurale che è diventato il secondo pilastro della Pac.

La riforma del giugno 2003 (riforma Fischler) è caratterizzata dalle seguenti novità: il disaccoppiamento dalla produzione dei pagamenti diretti agli agricoltori; il rafforzamento dello sviluppo rurale mediante il trasferimento di fondi dal primo pilastro della Pac allo sviluppo rurale attraverso la modulazione; un meccanismo di disciplina finanziaria (limitazione delle spese di sostegno al mercato e degli aiuti diretti tra il 2007 e il 2013).

Con l’ultima riforma della Pac del 2014, viene intensificato ulteriormente il rapporto tra pagamenti ricevuti dagli agricoltori e prestazioni socio-ambientali dell’agricoltura e per la prima volta si inseriscono, all’interno della politica di sviluppo rurale, risorse specifiche destinate alla gestione dei rischi in agricoltura.

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