29 novembre
politiche

Glifosato: l’Unione europea rinnova l’autorizzazione per cinque anni

L’Unione europea ha approvato il rinnovo per cinque anni dell’autorizzazione all’utilizzo del glifosato. La proposta della Commissione ha ottenuto la maggioranza qualificata necessaria, dopo che 18 Paesi hanno votato a favore, 9 contro e uno si è astenuto.

Il voto sul rinnovo dell’autorizzazione della licenza del controverso erbicida è avvenuto il 27 novembre nel Comitato d’appello, l’organo che riunisce i rappresentanti degli Stati membri a livello ministeriale.

 

Si sono espressi a favore: Germania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Spagna e Regno Unito. Hanno invece votato contro: Italia, Francia, Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia. Unico astenuto, il Portogallo.

 

A spostare gli equilibri rispetto alla riunione del 9 novembre scorso, che non aveva espresso una maggioranza qualificata a sostegno o contro la proposta, è stato il voto favorevole di Germania, Romania, Bulgaria e Polonia, Paesi che in precedenza si erano astenuti per ragioni di segno opposto.

Romania, Bulgaria e Polonia, infatti, ritenevano insufficiente un’autorizzazione della durata di cinque anni; la Germania, invece, chiedeva che l’attuale licenza fosse prorogata per tre anni.

 

Soddisfazione per l’accordo raggiunto è stata espressa dalla Commissione europea, che inizialmente aveva proposto un rinnovo dell’autorizzazione per dieci anni.

La questione glifosato ha in realtà evidenziato profonde divisioni tra le istituzioni dell’UE, riproducendo, ancora una volta, la contrapposizione tra Consiglio e Parlamento, il primo favorevole all’utilizzo del prodotto, il secondo per la messa al bando nell’arco di tre anni.

 

Ma la divisione, prima ancora che sul piano politico, è avvenuta su quello scientifico: da un lato l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che ha dichiarato il glifosato probabilmente cancerogeno, dall’altro le Agenzie europee per la sicurezza alimentare (EFSA) e per le sostanze chimiche (ECHA) che non hanno riscontrato rischi per la salute umana connessi all’utilizzo dell’erbicida.

 

In Italia, comunque, per effetto del decreto del Ministero della salute in vigore dal 12 agosto 2016, vige il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili e aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie. Il divieto vale anche nelle aree rurali, per la fase di pre-raccolto, quando il trattamento sia effettuato al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura.

 

(© Osservatorio AGR)

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