18 Ottobre
politiche

G7 dell’agricoltura, approvata la Dichiarazione di Bergamo: 500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030

Liberare dalla fame 500 milioni di persone entro il 2030, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo “Fame zero” delle Nazioni Unite. È questo l’impegno assunto dai Paesi del G7 dell’agricoltura, conclusosi il 15 ottobre con l’approvazione all’unanimità della Dichiarazione di Bergamo.

Cinque le priorità individuate dal summit cui hanno partecipato i Ministri e i rappresentanti di Italia, Francia, Germania, Giappone, Canada, Regno Unito, Stati Uniti, Unione Europea e FAO.

La principale è la difesa dei redditi dei produttori agricoli, soprattutto piccoli, dai disastri climatici, con mandato alla FAO per studiare azioni e individuare una definizione comune di eventi catastrofici, che oggi manca.

 

La seconda priorità è l’aumento della cooperazione agricola nel continente africano, dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare. «Il ruolo della cooperazione agricola», ha spiegato il Ministro Martina, «sarà decisivo per raggiungere questo traguardo, perché la maggioranza delle persone che soffrono la fame vive in aree rurali. La fame è una questione prima di tutto agricola. Per questo abbiamo deciso di aumentare gli sforzi per favorire la produttività sostenibile in particolare in Africa, attraverso la condivisione di buone pratiche per aumentare la resilienza e accompagnare lo sviluppo delle comunità locali».

 

Un’altra azione prioritaria riguarda il rafforzamento della trasparenza nella formazione dei prezzi e la difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere, soprattutto di fronte alle crisi di mercato e alla volatilità dei prezzi. Un obiettivo perseguibile lavorando in particolare sui mercati locali, per dotare i produttori di strumenti che li aiutino nella definizione dei prezzi, anche utilizzando big data e previsioni economiche.

 

C’è poi l’impegno nella lotta contro gli sprechi alimentari, che oggi coinvolgono un terzo della produzione alimentare mondiale. Infine, l’adozione di politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio.

 

(© Osservatorio AGR)

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