5 giugno
politiche

FAO: per uno sviluppo sostenibile occorre trasformare i sistemi agricoli e alimentari

Lo sviluppo sostenibile passa necessariamente attraverso una trasformazione dei sistemi agricoli e alimentari che implichi il sostegno all’agricoltura familiare, la riduzione dell’uso di antiparassitari e prodotti chimici, il miglioramento delle pratiche di conservazione del suolo.

 

È quanto ha affermato lo scorso 30 maggio il Direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, intervenendo dinanzi alla Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo.

 

«L’intensificazione massiccia dell’agricoltura sta contribuendo a incrementare la deforestazione, la scarsità dell’acqua, l’esaurimento del suolo e il livello delle emissioni di gas serra», ha dichiarato da Silva, evidenziando come i sistemi agricoli ad alta intensità di risorse e di input, a fronte di un notevole aumento della produzione alimentare, abbiano comportato un elevato costo per l’ambiente.

 

«Oggi è fondamentale non solo aumentare la produzione, ma farlo in un modo che non danneggi l’ambiente. Chi coltiva deve andare di pari passo con la nutrizione del pianeta». Questo è in linea con l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 e con l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

 

Presentando i risultati del rapporto Fao The Future of Food and Agriculture: Trends and Challenges, il Direttore dell’agenzia ONU ha sottolineato la presenza, tra le 15 tendenze descritte nel rapporto, dell’impatto che i conflitti, il cambiamento climatico e le migrazioni hanno sui sistemi agricoli e alimentari.

 

Il rapporto prevede, inoltre, 10 sfide per raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile in tutto il mondo.

 

L’intervento di da Silva si è concentrato su quattro temi principali: il cambiamento climatico; la diffusione di malattie e parassiti transfrontalieri; la perdita e lo spreco di cibo; l’importanza di eliminare non solo la fame, ma tutte le forme di malnutrizione nel mondo.

 

L’agricoltura è il settore maggiormente sensibile ai cambiamenti climatici, ai quali risultano particolarmente vulnerabili i piccoli agricoltori e gli agricoltori a livello familiare dei Paesi in via di sviluppo. Allo stesso tempo, i sistemi agricoli e alimentari generano circa il 30% delle emissioni totali di gas serra.

 

«Nell’agricoltura, l’adattamento e la mitigazione vanno di pari passo», ha detto de Silva, sottolineando la necessità di ridurre le emissioni di gas serra e, allo stesso tempo, sviluppare la resilienza e promuovere l’adattamento degli agricoltori all’impatto del cambiamento climatico. A tale scopo, la FAO sostiene i Paesi attraverso diverse iniziative e approcci, tra cui la climate-smart agriculture, l’agroecologia e l’agroforestazione.

 

Il Direttore generale ha inoltre ricordato come oggi il mondo produca abbastanza da sfamare la sua intera popolazione, ma circa un terzo di questo cibo va perduto o sprecato, mentre vi è contemporaneamente uno spreco di risorse naturali, quali terra e acqua. La FAO attualmente sostiene 50 Paesi nel settore delle perdite e degli sprechi alimentari, anche attraverso l’iniziativa Save the Food, una partnership unica – con più di 850 membri provenienti dal mondo industriale, dalle associazioni, dagli istituti di ricerca e dalle organizzazioni non governative – che affronta questi problemi «attraverso l’intera catena di valore, dal campo alla tavola».

 

Relativamente al problema della malnutrizione, da Silva ha fatto appello ai parlamentari affinché garantiscano che adeguate politiche, programmi e quadri operativi siano alla base di una legislazione appropriata.

 

«I parlamentari non solo hanno i mezzi per mettere l’alimentazione al più alto livello dell’agenda politica e legislativa, ma possono anche garantire che i programmi avranno i budget necessari per la loro attuazione».

 

(© Osservatorio AGR)

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