8 gennaio
imprese & mercati

Entro il 2030 la superficie agricola dell’UE diminuirà di 4 milioni di ettari

Nei prossimi anni, la superficie dell’Unione europea destinata ad usi agricoli continuerà a diminuire, soprattutto a causa della crescente urbanizzazione che caratterizzerà il Vecchio Continente. Tuttavia, questa riduzione non impedirà che nello stesso arco temporale si verifichi un aumento della produzione di taluni seminativi.

 

Sono queste alcune delle previsioni contenute nel rapporto sulle prospettive dei mercati agricoli dell’UE per il periodo 2017-2030, pubblicato dalla Commissione europea lo scorso 18 dicembre.

 

Secondo la relazione, entro il 2030 la quantità di terreni utilizzati per scopi agricoli all’interno dell’area comunitaria si ridurrà dagli attuali 176 a 172 milioni di ettari, con un corrispondente calo del livello dei seminativi da 106,5 a 104 milioni di ettari.

 

Per quanto riguarda la produzione cerealicola europea, si prevede che continuerà a crescere, passando da 301 milioni di tonnellate nel 2017 a 341 milioni nel 2030. Questo incremento sarà determinato principalmente dalla domanda di mangimi, dalle buone opportunità di esportazione e dall’aumento degli usi industriali dei cereali.

 

La relazione dell’Esecutivo comunitario dedica particolare attenzione alle colture utilizzate per i biocarburanti, un settore che probabilmente sarà di grande importanza in vista della riduzione del consumo di combustibili fossili e delle emissioni di gas serra. Tuttavia, con il dibattito in corso circa l’efficacia dei combustibili di origine agricola per il raggiungimento di tali obiettivi, il rapporto prevede che l’uso dei biocarburanti all’interno delle diverse energie utilizzate per il trasporto rimarrà pressoché stabile al 5,7 % nel 2030, a fronte dell’attuale 5,6%.

 

Per il settore dell’olio dell’oliva sono previsti ulteriori miglioramenti strutturali che consentiranno di rafforzare la posizione dell’UE come principale produttore ed esportatore mondiale.

 

Relativamente al settore vinicolo, il rapporto indica una crescita costante delle esportazioni dovuta ad una forte domanda di spumanti e prodotti a indicazione geografica.

 

(© Osservatorio AGR)

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