27 Settembre
imprese & mercati

Emergenza xylella, bisogna sbloccare gli aiuti ai produttori

Sono ancora fermi gli aiuti per gli olivicoltori pugliesi con impianti colpiti dalla xylella. Tarda infatti ad essere emanato il decreto interministeriale (Politiche agricole e Sviluppo economico) previsto nella legge di conversione del decreto emergenze, nel quale sono definiti i criteri e le modalità per l’attuazione degli interventi.

Lo stanziamento del Governo per il piano straordinario finalizzato alla rigenerazione olivicola della Puglia ammonta complessivamente a 300 milioni di euro, suddivisi in 150 milioni di euro per il 2020 e altrettanti per il 2021.

I produttori di olio fanno affidamento su questi fondi per rilanciare il settore dopo i disastri determinati dalla xylella e dall’inerzia politico-amministrativa riferita al problema, che hanno consentito alla fitopatia di provocare una incalcolabile distruzione di oliveti, in particolare nel Salento. L’avanzata della malattia ha lasciato 21 milioni di olivi secchi dietro di sé, molti dei quali monumentali, con un danno stimato di 1,2 miliardi di euro.

Una recente riunione svoltasi al Ministero delle politiche agricole tra il ministro Teresa Bellanova e i diversi rappresentanti della filiera intende accelerare l’intero processo applicativo e dare il via il più rapidamente possibile ai bandi per la raccolta delle domande di contributo e quindi all’erogazione delle risorse a favore degli operatori.

Nel corso dell’incontro è emersa l’esigenza di attivare con tempestività tutte le misure volte al rilancio dell’economia agricola del territorio colpito, compensare le imprese che hanno subito danni a seguito dell’emergenza e potenziare tutti gli interventi volti a contrastare l’avanzata del batterio, semplificare le procedure di autorizzazione dei reimpianti e mantenere sul territorio il valore aggiunto connesso allo smaltimento del legname.

Nel frattempo proseguono a rilento anche i reimpianti. In provincia di Lecce, nell’area infetta, hanno interessato solo 300 ettari con circa 120.000 piante resistenti, di cui il 45% di varietà Leccino e il 55% con Favolosa.

Lo scenario della filiera olivicola a Lecce è a tinte fosche: nella campagna olearia 2019-2020 si stima il crollo del 90% della produzione di olio rispetto alle medie storiche.

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