18 luglio
mutamenti climatici

Emergenza siccità in Africa orientale: aumentano le persone che soffrono la fame

Si aggrava l’emergenza siccità in Africa orientale, dove la scarsità di precipitazioni per la terza stagione consecutiva ha peggiorato la fame, lasciando terra bruciata, pascoli asciutti e migliaia di animali morti.

Lo rivela un comunicato della FAO, specificando che le zone maggiormente colpite – nelle quali è caduta la metà delle piogge rispetto ai normali livelli stagionali – sono la Somalia centrale e meridionale, l’Etiopia sud-orientale, il Kenya settentrionale e orientale, la Tanzania settentrionale e l’Uganda nord-orientale e sud-occidentale.

 

L’allarme, emesso dal Sistema d’informazione globale e di allarme rapido (Global Information and Early Warning, GIEWS) dell’agenzia ONU, avverte che la mancanza di precipitazioni per il terzo anno consecutivo ha gravemente eroso la capacità di risposta delle famiglie, per le quali urge un efficace sostegno ai mezzi di sussistenza.

Dalla fine del 2016, il numero di persone che richiedono assistenza umanitaria nei cinque Paesi menzionati, attualmente stimato intorno a 16 milioni, è aumentato di circa il 30%.

 

In Somalia, quasi la metà della popolazione soffre la fame; l’assistenza tempestiva ha finora evitato la carestia, ma va sostenuta. Si prevede che le condizioni in tutta la regione peggioreranno ulteriormente nei prossimi mesi, con l’inizio della stagione secca e con un precoce inizio della stagione magra.

 

Particolarmente preoccupante la situazione della sicurezza alimentare per i pastori di Etiopia, Somalia e Kenya, a causa degli elevati tassi di moralità animale e della notevole diminuzione della produzione di latte dei capi di bestiame sopravvissuti.

«Se consideriamo quanto sia importante il latte per lo sviluppo sano dei bambini sotto i cinque anni di età, e i danni irreversibili che la sua mancanza può creare, è evidente che sostenere i pastori che stanno attraversando questo periodo di siccità è fondamentale», ha affermato Dominique Burgeon, Direttore delle Emergenze della FAO.

 

Le cattive condizioni degli animali ne hanno sensibilmente diminuito le quotazioni; questo, unito all’aumento dei prezzi dei cereali, ha severamente limitato l’accesso al cibo. Sono diverse le zone agricole della regione dove la scarsità di piogge ha causato una forte riduzione delle semine e la perdita delle coltivazioni in fase di raccolta. Le precipitazioni tardive del mese di maggio non hanno potuto evitare che le colture fossero irreversibilmente danneggiate.

 

Come se non bastasse, lo Spodoptera exempta, un parassita africano dell’ordine dei lepidotteri, dopo aver provocato ingenti danni alle coltivazioni di mais dell’Africa meridionale, si è diffuso verso est. Finora le infestazioni hanno colpito circa 200mila ettari di colture in Kenia e oltre la metà dei 111 distretti dell’Uganda.

 

«Questa è la terza stagione consecutiva durante la quale le famiglie hanno dovuto fare i conti con la mancanza di precipitazioni: stanno semplicemente esaurendo i modi per farvi fronte», ha dichiarato Burgeon, ponendo l’accento sulla necessità di portare immediata assistenza, prima che la situazione si deteriori ulteriormente.

 

(© Osservatorio AGR)

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