4 Agosto
innovazione

Difesa delle colture: sperimentato l’uso di vibrazioni per proteggere le viti dalla flavescenza dorata

Utilizzare le vibrazioni, anziché i trattamenti chimici, per proteggere le viti dalla flavescenza dorata, grave malattia che porta progressivamente alla degenerazione delle piante, seccandone le infiorescenze e rendendo i grappoli raggrinziti e deformi. È l’approccio seguito dai ricercatori della Fondazione Mach di San Michele all’Adige (Trento), coordinati dall’entomologo agrario Valerio Mazzoni.

 

Gli studiosi si sono concentrati sul vettore della flavescenza dorata, lo Scaphoideus titanus, noto come cicalina della vite, intenzionati a impedire all’insetto la deposizione delle uova.

L’obiettivo è stato raggiunto attraverso un mini-shaker, un apparecchio che, collegato ai pali di sostegno delle viti, emette una vibrazione non udibile dall’orecchio umano, ma captabile dalla cicalina che, venendone disturbata, non riesce ad accoppiarsi.

 

I test effettuati in campo protetto hanno dato risultati positivi. All’interno di manicotti di rete posizionati intorno ai rami di vite, sono stati posti esemplari maschi e femmina di Scaphoideus titanus. Il mini-shaker ha disturbato le comunicazioni tra gli esemplari, impedendo l’accoppiamento di oltre il 90% delle coppie saggiate, a fronte di un tasso di insuccesso delle coppie di insetti usate come controllo, vale a dire non sottoposte a disturbo vibrazionale, intorno al 20%.

 

 

La fase successiva della ricerca prevede la sperimentazione su un vigneto commerciale, cosa che avverrà a partire dal prossimo autunno. I primi risultati saranno disponibili nel 2018.

 

(© Osservatorio AGR)

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