24 Ottobre
politiche

Derivati del pomodoro: in arrivo l’obbligo di origine in etichetta

È stato firmato, dai Ministri delle politiche agricole e dello sviluppo economico, Maurizio Martina e Carlo Calenda, il decreto interministeriale che prevede l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro.

Il provvedimento introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero-caseari, per il grano duro contenuto nella pasta e per il riso.

 

Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrati di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Questi prodotti, se realizzati in Italia, dovranno avere obbligatoriamente indicati in etichetta tanto il Paese di coltivazione quanto quello di trasformazione del pomodoro.

 

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: “Paesi UE”, “Paesi non UE”, “Paesi UE e non UE”. Se tutte le operazioni avvengono in Italia, si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

È prevista una fase per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento completo delle etichette e confezioni già prodotte.

 

«Rafforziamo il lavoro fatto in tema di etichettatura in questi mesi», ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. «Come ho ribadito anche oggi al Commissario europeo Andriukaitis, crediamo che questa scelta vada estesa a livello europeo, garantendo la piena attuazione del Regolamento 1169 del 2011. Il tema della trasparenza delle informazioni al consumatore è un punto cruciale per il modello di sistema produttivo che vogliamo sostenere. L’Italia ha deciso di non attendere e fare in modo che i cittadini possano conoscere con chiarezza l’origine delle materie prime degli alimenti che consumano. Soprattutto in una filiera strategica come quella del pomodoro, l’etichetta aiuterà a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma».

 

(© Osservatorio AGR)

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