21 Novembre
imprese & mercati politiche

Da Bruxelles 200 milioni per la promozione dell’agroalimentare

La Commissione europea ha reso noti il programma e i criteri per l’assegnazione dei fondi destinati alla promozione di prodotti agroalimentari europei per il 2020, sia all’interno dell’Ue che nei Paesi terzi. Si tratta di 200 milioni di euro dal bilancio Ue, in aumento rispetto ai 191,4 milioni nel 2019.

Oltre la metà del contributo di Bruxelles per il prossimo anno (118 milioni di euro) sosterrà campagne destinate a mercati terzi con un potenziale di crescita elevato quali Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti.

Saranno inoltre disponibili 17,2 milioni di euro non utilizzati nel 2019, che saranno destinati a favorire la partecipazione dei produttori e delle loro delegazioni a fiere, campagne di comunicazione e viaggi diplomatici organizzati dalla Commissione in mercati terzi di interesse.

Una vasta gamma di organismi, quali organizzazioni commerciali, organizzazioni di produttori e gruppi agroalimentari responsabili delle attività di promozione, possono presentare domanda di finanziamento e presentare le loro proposte.

I cosiddetti programmi «semplici» possono essere presentati da una o più organizzazioni dello stesso paese dell’UE; i «multiprogrammi» provengono da almeno due organizzazioni nazionali di almeno due Stati membri o da una o più organizzazioni europee.

Per il 2020, 100 milioni di euro sono assegnati a programmi semplici, mentre 91,4 milioni saranno destinati a programmi multipli.

Come l’anno scorso, una quota di risorse (16 milioni) è dedicata alla promozione del consumo di frutta e verdura nel mercato interno. Ai produttori di carni bovine saranno destinate risorse per esportare in paesi terzi. Dieci milioni di euro saranno appannaggio di settori in crisi.

Gli inviti a presentare proposte per saranno pubblicati nel gennaio 2020.   Come ha detto il commissario per l’agricoltura Phil Hogan «la reputazione dell’Europa nel mondo per i prodotti agroalimentari non ha eguali. L’UE non è il primo esportatore mondiale di prodotti agroalimentari per caso. La nostra politica di promozione con un budget sempre maggiore supporta i produttori dell’UE nel far conoscere i loro prodotti sia all’interno che all’esterno dell’UE, ma anche nell’affrontare le difficoltà del mercato».

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