15 gennaio
politiche

Crisi del settore agrumicolo: istituito fondo da 10 milioni di euro

Ritiro dal mercato di 4.500 tonnellate di arance, ripristino del potenziale produttivo degli agrumeti colpiti dal virus Tristeza, istituzione di un fondo da 10 milioni di euro per il prossimo triennio. Sono queste le principali misure decise nel corso dell’ultima riunione del Tavolo nazionale di settore, convocato lo scorso 11 gennaio per affrontare la crisi del comparto agrumicolo.

 

Tra i provvedimenti prioritari figura il ritiro dal mercato, in due fasi, di 4.500 tonnellate di arance, di cui 500 utilizzando l’intero plafond disponibile sulle dotazioni per il contrasto all’embargo russo e altre 4mila attraverso un bando pubblico per l’acquisto degli agrumi e la distribuzione agli indigenti.

 

Al fine di incentivare l’aggregazione, gli accordi di filiera, l’internazionalizzazione, la competitività e la produzione di qualità, il Ministero delle politiche agricole ha avviato un fondo con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro, di cui 2 per il 2018 e 4 per il 2019 e il 2020.

 

Una voce cruciale per raggiungere l’equilibrio di mercato e una migliore remunerazione del prodotto è l’aumento dell’export e l’apertura di nuovi mercati. A tale scopo è stato stabilito un finanziamento per rafforzare il lavoro sulla presentazione dei dossier fitosanitari, che rappresentano un elemento strategico per chiudere positivamente i negoziati con i Paesi terzi e aprire alle esportazioni di agrumi italiani.

Si utilizzerà anche la novità del Regolamento omnibus che consente alle Organizzazioni di produttori di finanziare le attività legate alla gestione dei protocolli fitosanitari attraverso i programmi operativi.

 

Per supportare una strategia di ripristino del potenziale produttivo degli agrumeti colpiti dal virus Tristeza, vanno coordinate le azioni dei produttori con il sostegno che le istituzioni possono mettere in campo.

Tre le condizioni da realizzare per rendere attuabile tale programma:

  • Assicurare la disponibilità di piante indenni per realizzare il piano di riconversione programmato; l’investimento verrà fatto direttamente dal Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
  • Istituire il Catasto agrumicolo nazionale, avviandone la realizzazione già quest’anno, come condizione necessaria per garantire una programmazione produttiva orientata al mercato.
  • Avviare il piano di riconversione varietale con materiale certificato esente da virus, utilizzando le risorse dei Programmi di sviluppo rurale e dell’Organizzazione comune di mercato.

 

(© Osservatorio AGR)

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