12 Dicembre
imprese & mercati

Cresce la spesa per prodotti alimentari delle famiglie italiane: +1,3% rispetto al 2016

Cresce la spesa delle famiglie italiane per prodotti alimentari che, dopo la lieve contrazione del 2016, nei primi nove mesi del 2017 registra un incremento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ismea, i cui dati indicano che tra gennaio e settembre di quest’anno i consumatori hanno speso circa l’1,1% in più per l’acquisto di beni alimentari e il 2,6% in più per le bevande (alcoliche e analcoliche). A sostenere la ripresa della spesa alimentare sono non solo i prodotti confezionati, che segnano un +1,4%, ma anche quelli freschi, in crescita dell’1%.

 

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la spesa sostenuta è stata mediamente superiore per tutte le categorie merceologiche eccetto quelle della filiera lattiero casearia e dei derivati dei cereali.

 

Nello specifico, il rapporto evidenzia segni positivi per i prodotti ittici, per i quali si è speso il 7,6% in più per l’acquisto di prodotto fresco e il 3,5% in più per il surgelato.

 

Per quanto riguarda la frutta, l’aumento di spesa interessa sia la frutta fresca che la trasformata, con una crescita rispettivamente del 3,3 e del 2,2%. Tra i vari prodotti, spicca la frutta in guscio, con scontrini aumentati del 9,8%.

 

Nel segmento degli ortaggi, il trend di spesa rispetto al 2016 è del +2,2%; a fronte di una contrazione della spesa per le patate e per i prodotti a base di pomodoro (entrambe -3,1%), si è speso di più per gli ortaggi, i legumi e i prodotti di IV gamma.

 

Positiva anche la variazione della spesa per carni, per la quale gioca un ruolo fondamentale l’aumento dei prezzi medi al consumo. Le carni bovine, in particolare, registrano un miglioramento del valore unitario dell’1,5%, che affiancato all’incremento dei volumi acquistati (+0,7%) ha determinato una crescita di spesa del 2%.

 

In flessione, invece, la spesa per i derivati dei cereali (-1,3%), soprattutto a causa delle diminuzioni delle farine (-5,6%) e della pasta di semola secca (-4%), per la quale si registra un lieve calo dei volumi complessivi (-0,5%).

 

Il rapporto dell’Ismea segnala, infine, la persistente diminuzione della spesa per il latte e i suoi derivati, malgrado un generalizzato aumento dei prezzi medi di vendita. Il comparto è comunque sostenuto da una buona spinta dell’export, in grado di compensare il momento poco felice in ambito nazionale.

 

In questo segmento, a veder scendere la spesa sono quasi tutte le referenze, a partire dal latte fresco (-5,4%), sempre più spesso sostituito da prodotti alternativi, ai formaggi industriali (-4,3%), allo yogurt tradizionale (-3,6%), per poi arrivare ai formaggi semiduri, in flessione del 2,3%. Stabile, invece, la spesa per i formaggi duri mentre aumenta leggermente (+0,1%) quella destinata ai formaggi freschi.

 

(© Osservatorio AGR)

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