9 Dicembre
politiche

Il consumo di suolo costa all’agricoltura italiana 400 milioni di euro l’anno

Ogni anno il consumo di suolo causa all’agricoltura italiana perdite per 400 milioni di euro, con pesanti ripercussioni non solo sul piano economico e occupazionale ma anche su quello ambientale. È quanto indicano le stime che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha realizzato sui costi nazionali “nascosti” provocati dalla trasformazione forzata del territorio.

 

Il dato è stato evidenziato da Coldiretti in occasione della Giornata mondiale del suolo, celebrata lo scorso 5 dicembre.

La disponibilità di terra coltivata – spiega l’associazione – significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo, infatti, si abbattono i cambiamenti climatici con precipitazioni sempre più intense e frequenti che il terreno non riesce ad assorbire.

 

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra, anche se con una velocità ridotta rispetto al passato, il consumo di suolo continua a coprire irreversibilmente aree naturali e agricole con asfalto e cemento, edifici e fabbricati, strade e altre infrastrutture, insediamenti commerciali, produttivi e di servizio, anche attraverso l’espansione di aree urbane, spesso a bassa densità.

Al 2016, risultano cementificati oltre 23mila chilometri quadrati (pari a Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale.

 

Nelle 14 aree metropolitane italiane prese in esame da uno studio condotto dal WWF in collaborazione con l’Università dell’Aquila, la percentuale di superficie urbanizzata dagli anni Cinquanta a oggi è più che triplicata, passando dal 3 al 10%. Nello stesso periodo, in città come Milano e Napoli il territorio urbanizzato è aumentato dal 10 al 40%.

In poco più di mezzo secolo, nelle 14 aree metropolitane italiane sono stati convertiti ad usi urbani circa 3.500 kmq di suolo, un’area di poco superiore all’intero territorio della Valle D’Aosta. Negli ultimi 10 anni sono stati costruiti ben 180mila nuovi edifici.

 

La Giornata mondiale del suolo è lanciata ogni anno dal Global Soil Partnership, alleanza internazionale fra Stati, istituzioni e Ong, promossa dalla FAO, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione. Scopo della ricorrenza è richiamare l’attenzione sull’importanza di un suolo sano e promuovere la gestione sostenibile delle risorse del terreno. Il rischio da combattere è un consumo del suolo insostenibile, ovvero la sua copertura con cemento o asfalto in modo incontrollato.

 

In Europa, la rete People 4 Soil, formata da Ong ambientaliste, istituti di ricerca e associazioni di agricoltori, ha raccolto oltre 212mila firme per una petizione alla Commissione europea, con la quale si chiede di istituire e di sviluppare un quadro giuridico vincolante per la tutela del suolo, fissando principi e regole vincolanti per ciascuno Stato membro.

 

Per quanto riguarda l’Italia, le Ong ambientaliste chiedono al Parlamento di varare, entro la legislatura, la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole, già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato.

 

(© Osservatorio AGR)

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