6 Dicembre
imprese & mercati

Commercio elettronico di prodotti alimentari: +27% rispetto al 2015

Il commercio elettronico (e-commerce) di prodotti alimentari nel 2016 vale 519 milioni di euro, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. Nonostante il tasso di crescita sia in linea con il mercato dei prodotti, il settore alimentare incide ancora marginalmente – solo per il 3% – sul valore complessivo dell’e-commerce italiano B2C (tra impresa a consumatore), pari a circa venti miliardi di euro. È quanto risulta dal rapporto annuale dell’Osservatorio e-commerce B2C, istituito dalla School of Management del Politecnico di Milano.

 

Sono tre i segmenti che si possono identificare all’interno dell’alimentare online: il grocery alimentare, ossia i prodotti alimentari da supermercato; l’enogastronomia, vale a dire i prodotti gastronomici e alcolici (vino, birra, liquori e distillati); la ristorazione, ossia il cibo pronto.

 

Gli acquisti del grocery alimentare valgono 188 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto al 2015. Si tratta prevalentemente della spesa sui siti e-commerce dei supermercati tradizionali, con consegna al piano.

 

La ristorazione cresce nel 2016 del 29% e raggiunge i 90 milioni di euro.

 

Più contenuta la crescita dell’enogastronomia, che però con un incremento del 17% si conferma il primo segmento per valore di acquisti.

 

Gli acquisti via smartphone nel settore raddoppiano e raggiungono quota 100 milioni di euro, pari al 17% del totale e-commerce del comparto (25% se si aggiungono gli acquisti via tablet).

 

L’alimentare è composto per oltre il 90% dall’acquisto di prodotti food e per meno del 10% dal wine. Nell’ambito del food, il 60% della domanda si riferisce all’acquisto di prodotti “secchi” (ossia confezionati, incluso il caffè), il 31% ai “freschi” (prodotti a temperatura controllata, incluso il cibo pronto), il 7% alle bevande e il restante 2% ai surgelati.

 

L’incidenza degli acquisti alimentari online sul totale degli acquisti al dettaglio è pari allo 0,35%. Il dato sta a indicare una penetrazione significativamente inferiore sia rispetto a quella osservata in altri comparti merceologici più sviluppati – quali l’abbigliamento (5%) e il turismo (29%) – sia rispetto ai valori registrati (tra il 2 e l’8%), nello stesso settore, in altri mercati internazionali come quelli di Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

 

Negli ultimi anni, tuttavia, stando all’Osservatorio, si è assistito a una proliferazione di iniziative online, sia da parte di venditori al dettaglio tradizionali, sia da parte di siti specializzati. L’aumento dell’offerta si è osservato indistintamente in tutti gli ambiti, dai prodotti da supermercato ai prodotti gastronomici, dal vino al cibo pronto, il che porta a ritenere che siano state finalmente gettate le basi per uno sviluppo strutturato del settore.

 

(© Osservatorio AGR)

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