26 Giugno
imprese & mercati politiche

Commercio, 45 nuove barriere per l’export Ue nel 2018

Ci sono Cina, India, Russia e Stati Uniti. Al fianco di altri big del calabro di Brasile, Australia e Indonesia, solo per citare i più grandi. La lista dei Paesi che, con dazi e misure non tariffarie, stanno tenendo a freno le esportazioni dell’Ue, riducendone anche sensibilmente i potenziali, è lunga e articolata nella composizione geografica.

Lo conferma l’ultima edizione della “Relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti” della Commissione europea che individua, nel 2018, 45 nuove barriere agli scambi introdotte nei Paesi extra-Ue. Considerando anche quelle ereditate dal passato è mai rimosse – spiega Bruxelles – si arriva alla cifra record di 425 misure attive in ben 59 Paesi.

Nell’elenco rientrano diversi prodotti simbolo del made in Italy. Ci sono Wine & Spirits, con Francia e Italia che nel vitivinicolo, in particolare, detengono il primato mondiale delle esportazioni, rispettivamente per valori e volumi, e i prodotti di maggiore peso economico del settore agricolo, con la frutta tra le più colpite dalle barriere fitosanitarie, usate spesso come alibi a difesa delle produzioni locali.

Oltre all’agroalimentare, gli ostacoli al commercio ai danni dei Paesi Ue colpiscono numerosi altri settori, dell’acciaio all’alluminio, dalla cosmesi all’industria automobilistica alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

L’impatto economico delle nuove barriere commerciali (quelle introdotte nel 2018) è stimato dalla Commissione europea attorno ai 52 miliardi di euro per buona parte riconducibili alle misure introdotte da Cina, Stati Uniti, India e Algeria.

Ma i dati della Relazione non sono solo negativi, segnalando anche qualche progresso sul fronte opposto, che ha portato l’anno scorso alla rimozione di 35 ostacoli agli scambi e agli investimenti soprattutto in Cina, Giappone, India e Russia. Nel bilancio di quattro anni è di 123 il numero delle barriere abbattute grazie all’azione coordinata dell’Ue e degli Stati membri. L’impatto economico in termini di aumento delle esportazioni nel solo 2018 è stimato in oltre 6 miliardi di euro. Ma il contesto odierno – come evidenziato dalla Commissaria responsabile per il Commercio, Cecilia Malmström – non è dei più favorevoli, date le maggiori tensioni commerciali e le crescenti misure protezionistiche, fattori che stanno fortemente limitando l’interscambio mondiale.

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