17 Febbraio
politiche

Ceta: il Parlamento europeo approva il trattato UE-Canada

Con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astensioni, il Parlamento di Strasburgo ha approvato il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea, firmato lo scorso 30 ottobre dall’Esecutivo UE e il governo di Ottawa.

 

Frutto di negoziati iniziati nel 2009, il Ceta entrerà provvisoriamente in vigore ad aprile, dopo il voto del Parlamento canadese. Per trasformarlo in accordo definitivo servirà la ratifica di tutti i 28 parlamenti nazionali e di quelli regionali che hanno potere in questi casi (per esempio in Belgio), un totale di 38 assemblee.

 

L’accordo, oltre a prevedere l’abolizione del 99% dei dazi doganali, facilita l’accesso alle gare d’appalto pubbliche, garantisce una migliore tutela della proprietà intellettuale e del diritto d’autore ed elimina alcuni ostacoli significativi al riconoscimento reciproco delle professioni.

 

Per quanto riguarda il comparto agroalimentare, il Ceta prevede il riconoscimento di 176 prodotti europei a indicazione di origine tra Dop e Igp, 41 dei quali italiani, con soluzioni ad hoc per le denominazioni contese. Ad esempio il prosciutto di Parma, finora bloccato da un marchio locale, potrà vendere in Canada con la propria denominazione. L’accordo commerciale contiene inoltre disposizioni che permettono di superare barriere tecniche all’export UE di vino e alcolici.

 

Il Canada eliminerà i dazi per il 90,9% dei prodotti agricoli al momento dell’entrata in vigore del trattato e per il 91,7% dopo una transizione di 7 anni. Per i formaggi europei Ottawa aprirà a una quota da 18.500 tonnellate, supplementare a quella già prevista dagli accordi Omc (Organizzazione mondiale per il commercio).

 

Da parte sua, l’Unione europea eliminerà il 92,2% dei dazi agricoli all’entrata in vigore del Ceta e il 93,8% dopo 7 anni. Al Canada verranno concessi contingenti a dazio zero per 50mila tonnellate di carne di manzo non trattato con ormoni (0,6% dei consumi europei), 75mila tonnellate di carni suine (0,4%) e 8mila tonnellate di mais dolce. Sopra le quote concordate su questi prodotti sensibili, l’Unione continuerà ad applicare dazi, che saranno invece azzerati su grano tenero e duro, semi oleosi e legumi.

 

(© Osservatorio AGR)

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