3 Ottobre
imprese & mercati

Buone prospettive per la campagna olearia 2019

Dopo la disastrosa annata produttiva 2018, chiusasi con sole 175.000 tonnellate di olio d’oliva prodotto, il minimo degli ultimi decenni, il 2019 sembra davvero essere l’anno del riscatto per la produzione olearia italiana, stimata a 330.000 tonnellate.

A trainare la ripresa dell’olivicoltura italiana – secondo un’indagine condotta dagli osservatori di mercato di Cia-Agricoltori italiani, Italia Olivicola e Aifo, l’Associazione italiana frantoiani oleari – saranno soprattutto le Regioni del Sud.

Sarà infatti un’ottima annata per la Puglia (+175%), che da sola produrrà quasi il 60% dell’olio extravergine d’oliva nazionale, ma anche per la Calabria (+116%), che conserva la seconda piazza tra le regioni italiane davanti alla Sicilia (+38%).

Al Sud bene anche la Basilicata, che quasi quadruplica la produzione dello scorso anno (+340%). Positiva la campagna olearia pure in Sardegna (+183%), Campania (+52%) e Molise (+40%).

In chiaroscuro, invece, il bilancio delle regioni centrali: ad Abruzzo (+52%) e Marche (+63%), si contrappongono i dati negativi di Lazio (-19%), Toscana (-20%), Umbria (-28%) ed Emilia-Romagna (-50%) dovuti alla ciclicità che caratterizza la produzione olivicola e al ritardo della fioritura causata dalle basse temperature di inizio primavera.

Maglia nera della produzione italiana saranno tutte le Regioni del Nord, che registreranno un calo evidente: picco minimo in Liguria (-43%), picco massimo in Lombardia e nel Veneto (-65%).

La qualità dell’olio extravergine d’oliva si annuncia eccellente, soprattutto grazie agli interventi e alle spese sostenute dagli agricoltori nei mesi estivi per l’irrigazione dei campi.

Buone notizie dunque, che però non devono far dimenticare i problemi del settore. Negli ultimi 20 anni infatti il calo produttivo è stato del 46% a fronte della media mondiale che registra un incremento produttivo del 18% e in particolare della Spagna che è cresciuta del 48%.

In Italia inoltre il 63% degli oliveti ha più di 50 anni e il 49% ha una densità minore di 140 piante per ettaro.

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