11 novembre
imprese & mercati

Brexit, forte impatto sull’agroalimentare dell’UE

Lo shock della Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, rischia di essere particolarmente duro per l’agroalimentare italiano ed europeo.

Dal vino alle bevande, dall’ortofrutta alla pasta, dai dolciumi ai formaggi, le carni e i salumi, l’export agroalimentare italiano nel Regno Unito è cinque volte superiore all’import in Italia. L’Italia, infatti, esporta oltremanica alimenti per un valore annuo di circa 2,9 miliardi di euro e ne importa per 562 milioni. La Gran Bretagna, invece, dai partner europei ne acquista per 35,5 miliardi e ne esporta per 13,9 miliardi.

Dall’analisi elaborata dal think tankFarm Europe” (interlocutore delle istituzioni dell’Unione europea sulle sfide della PAC), emerge che a forte rischio sono anche gli scambi agroalimentari di Olanda (6,9 miliardi, soprattutto quelli portuali), Irlanda (5,2 miliardi), Francia (5 miliardi) e Germania (4,5 miliardi). Per il vino (540 milioni l’anno di esportazioni italiane), ad esempio, la volontà di Londra di aprire al resto del mondo potrebbe seriamente ridurre l’attrattività dei britannici per la produzione UE. E anche per i prodotti a base di carne, una Gran Bretagna aperta al mercato mondiale potrebbe di fatto condurre ad un’apertura del mercato europeo ai concorrenti esteri. In pericolo poi il commercio UE di latticini e formaggi (per l’Italia un mercato da 167 milioni di euro), che dovrebbero affrontare l’eventuale concorrenza di accordi commerciali tra britannici e neozelandesi o statunitensi.

Quanto al mercato dell’ortofrutta, secondo il Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, trovare sbocchi alternativi sarà una sfida cui dovranno rispondere gli agricoltori spagnoli in primis ed europei in generale, anche alla luce della lenta progressione del TTIP (accordo commerciale con gli Stati Uniti) e degli effetti dell’embargo russo.

 

(Ⓒ Osservatorio AGR)

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