1 Agosto
imprese & mercati

Balzo record per l’agroalimentare «made in Europe»

Cina, Usa, Giappone e Canada mettono il turbo alle esportazioni Ue di prodotti agroalimentari. Lo rileva la Commissione europea registrando nel mese di maggio un nuovo record storico per l’export dei Ventotto.

Nel complesso, le vendite verso i Paesi terzi sono balzate a 12,8 miliardi di euro, mettendo a segno un progresso del 13% rispetto a maggio dell’anno scorso. Più lenta la dinamica delle importazioni, a 10,7 miliardi, corrispondenti a un 6% di crescita annua, con il surplus valutario del settore balzato a 2,1 miliardi, in forte aumento rispetto a maggio 2018.

A tirare la volata sono state le esportazioni dirette in Cina (+34,4% su base annua), Stati Uniti (+17,3%) e Giappone (+29,4%). Ma incrementi altrettanto significativi si registrano sul mercato candese (+18,8%) e in Egitto (+43,6%), mentre in Russia la performance, seppure positiva nonostante l’embargo su diversi prodotti, è apparsa più modesta, con un 8% in più di esportazioni su maggio dell’anno scorso.

A livello settoriale, a fare da traino sono state le carni suine, con un 40% circa di crescita (a spingere sull’acceleratore sono state soprattutto le spedizioni in Cina) e i vini, con un 14% di progressione. Segnano il passo al contrario le esportazioni di zucchero, oli vegetali (esclusi quelli di palma e di oliva) e animali vivi.

Il dato annualizzato, basato sui conteggi dei dodici mesi terminanti a maggio scorso, restituisce una performance ancora positiva per l’export agroalimentare dell’Ue, grazie soprattutto al comparto beverage, con un 4,3% di aumento su base annua e un incasso record di 142,9 miliardi di euro. Principali destinazioni sono rimaste nell’ordine Stati Uniti, Cina, Svizzera, Giappone e Russia, mentre le importazioni (118,8 milioni nel dato annualizzato), in crescita del 3,2%, sono prevalentemente di marca statunitense e brasiliana, ma importanti fornitori si confermano anche Ucraina, Cina e Argentina.

Grazie all’impulso dell’export e a un ritmo di marcia comunque più lento delle importazioni gli ultimi dodici mesi hanno proiettato al massimo storico anche il surplus valutario – osserva l’analisi della Commissione europea – con la bilancia commerciale che ha chiuso i conti dei dodici mesi con un attivo di 24,1 miliardi di euro, 2 in più rispetto al periodo giugno 2017-maggio 2018.

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