14 ottobre
approfondimenti

Ricerca e innovazione in agricoltura: principali attori e risorse impiegate

La spesa pubblica per ricerca e innovazione in agricoltura

Secondo le ultime informazioni statistiche disponibili e complete a livello mondiale, la spesa pubblica globale in ricerca e sviluppo nel settore agricolo è stata di poco inferiore ai 32 miliardi di dollari (2005, PPA). Il 51% di questo valore (circa 16 miliardi di dollari) è riconducibile ai Paesi ad alto reddito, mentre la parte restante si suddivide tra Paesi a basso e medio reddito, tra cui spiccano i valori di Cina (4,1 miliardi di dollari), India (2,2 miliardi di dollari) e Brasile (1,3 miliardi di dollari); questi tre Paesi da soli determinano circa ¼ del valore globale destinato alla ricerca e sviluppo nel settore primario e poco meno del 50% di quello complessivamente ascrivibile ai Paesi meno sviluppati.

Le risorse finanziarie pubbliche dedicate a supportare la ricerca e sviluppo in agricoltura sono aumentate del 22% in circa dieci anni (passando da 26,1 miliardi di dollari a 31,7), evidenziando un aumento medio annuo di oltre il 2% e lasciandosi alle spalle un rallentamento della crescita che si era invece registrato tra il 1990 e il 2000.

 

I paesi più attivi sul fronte degli investimenti in ricerca

A guidare questo processo di crescita a livello globale sono stati in particolare due Paesi, Cina ed India, che congiuntamente mostrano una crescita di 2,7 miliardi di dollari, pari a circa il 49% dell’incremento complessivo (5,6 miliardi di dollari) segnato dalle risorse finanziarie dedicate a supportare i processi di ricerca pubblica in ambito agricolo. Più in particolare, la Cina ha contribuito per il 38% alla crescita complessiva delle risorse destinate a finanziare la ricerca in agricoltura, passando da 1,9 miliardi di dollari del 2000 a 4,1 di fine decennio; l’India invece ha mostrato un contributo meno rilevante, ma comunque significativo, all’aumento delle risorse investite per la ricerca pubblica in campo agricolo (11%, pari a 0,6 miliardi di dollari). Altre economie che hanno fatto registrare un contributo importante sul fronte dell’impegno in favore della ricerca in agricoltura sono gli Stati Uniti (+0,5 miliardi di dollari nell’ultimo decennio), seguiti da un gruppo di paesi emergenti e meno sviluppati quali Brasile, Argentina, Iran, Nigeria e Russia che hanno aumentato i valori destinati alla ricerca agricola di circa 0,2 miliardi di dollari ognuno, pari ad un contributo alla crescita globale di circa il 3-4%.

 

Cambia la geografia

Queste evoluzioni hanno contribuito a determinare una riconfigurazione degli assetti mondiali per quanto riguarda le aggregazioni che sono più attive nel supportare attività di ricerca e sviluppo in agricoltura. Infatti, se nel 2000 il 58% dello sforzo finanziario complessivo era attribuibile ai Paesi ad alto reddito e il 42% riguardava aree a basso e medio reddito, circa un decennio più tardi si registra uno scenario quasi inverso, dove i Paesi ad alto reddito sono responsabili del 51% delle risorse finanziarie investite in ricerca e sviluppo in agricoltura e i Paesi a basso e medio reddito salgono invece al 49%.

 

Il valore della ricerca in agricoltura e le prossime sfide

Uno degli effetti più evidenti che gli sforzi in ricerca hanno prodotto per i sistemi agricoli dei Paesi coinvolti può essere misurato attraverso la crescita della produttività totale dei fattori impiegati in agricoltura; negli ultimi 40 anni la produttività del sistema agricolo cinese è cresciuta del 136%, mentre quella dell’agricoltura brasiliana ha registrato un aumento di poco inferiore al 180%; questi valori acquisiscono un peso ancora maggiore se confrontati con la crescita della produttività media relativa alle agricolture dei Paesi in via di sviluppo, che sempre negli ultimi 40 anni si è attestata all’82%, mentre nei Paesi sviluppati si registravano tassi di crescita molto più contenuti o addirittura una stagnazione della produttività.
In futuro i sistemi agricoli mondiali saranno costretti a confrontarsi con sfide inedite e di portata più ampia rispetto al passato; infatti, l’intensificazione della domanda alimentare, la sostenibilità dei processi produttivi, la mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici e il mantenimento degli stock di biodiversità richiederanno sempre più un ruolo di primo piano alle attività di ricerca in agricoltura che, come visto, non ricevono la stessa attenzione a livello globale.

(© Osservatorio AGR)

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