14 Maggio

Polizze agricole, crescono aziende e valori assicurati nel 2019

Buona l’evoluzione del mercato assicurativo. La fotografia scattata dall’Ismea nel Rapporto sulla gestione del rischio in agricoltura 2020 restituisce un quadro positivo su diversi fronti.

 

L’agricoltura guarda con più interesse alle assicurazioni contro i rischi atmosferici. E i numeri lo confermano: la campagna 2019, relativamente alle polizze agevolate, conferma, per il terzo anno consecutivo, l’andamento positivo del mercato. Con un rilevante elemento di novità rappresentato dal conseguimento del primato assoluto in termini di valori assicurati, pari a quasi 8,3 miliardi di euro, in crescita su base annua del 5,1%.

 

C’è anche l’importante evidenza del numero delle aziende assicurate, in ulteriore lieve ripresa, con la partecipazione, nel solo comparto delle colture vegetali, di quasi 64.000 imprese agricole, l’1,2% in più rispetto al dato del 2018 (meno di 63.000). Considerando anche le polizze zootecniche e i contratti assicurativi a protezione di impianti e strutture, la platea delle aziende coinvolte raggiunge una dimensione di 76.000 unità, circa il 10% delle imprese del settore primario certificate dai registri camerali.

 

La fotografia, scattata dal Rapporto sulla gestione del rischio in agricoltura 2020, predisposto dall’Ismea in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, restituisce un quadro positivo anche su altri fronti. Oltre ai valori – spiega lo studio – la tendenza alla crescita, nel 2019, ha riguardato le superfici assicurate, ammontate, in base a una valutazione ancora preliminare, ad oltre 1,2 milioni di ettari (+10,3% sul 2018), il più elevato degli ultimi cinque anni.

 

Per quanto attiene ai diversi ambiti territoriali, i dati degli ultimi dodici mesi confermano il primato delle regioni settentrionali, che per valori assicurati (limitatamente alle polizze colture) concentrano l’81,4% del totale. Si tratta però di quasi 2 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente, mentre è sensibilmente aumentata la partecipazione delle regioni meridionali, che dall’8,2% del 2018 si è spinta al 10,4%. Nel Centro Italia non sono emerse novità sostanziali, anche se l’incidenza di questa ripartizione territoriale (l’8,2% nel 2019) è adesso la più bassa tra le tre macroaree geografiche, mentre nel 2018 superava quella del Sud.

 

I dati disaggregati per le diverse colture confermano il primato delle uve da vino, con 1,8 miliardi di valori assicurati, in crescita del 3,7% sul 2018. Seguono mele e riso, che perdono però lo 0,9 e il 5% rispettivamente su base annua, mentre crescono di oltre il 20% sia il mais da granella sia il pomodoro da industria.

 

Nel gruppo delle principali colture gli andamenti appaiono divergenti anche in relazione al numero di aziende coinvolte, che si riduce nel caso delle uve da vino, delle mele e del riso, mentre aumenta in maniera significativa per mais e pomodori da industria.

 

L’analisi dei dati assicurativi distinti per pacchetti di garanzia conferma il primato delle polizze della tipologia C, con almeno tre rischi di frequenza, ma a correre è soprattutto la due rischi grazie alla spinta del Sud.

 

I dati sulla nati-mortalità delle aziende agricole assicurate, relativi al quinquennio 2014-2018, evidenziano un saldo positivo tra imprese “fidelizzate”, mai uscite cioè dal mercato nel periodo in osservazione, e quelle che non hanno invece più sottoscritto una polizza dopo il 2014.

 

Tra le aziende assicurate nel 2014 (82.254), la permanenza nel sistema, in tutti gli anni successivi fino al 2018, ha riguardato un numero di oltre 38.000, mentre gli abbandoni hanno coinvolto circa 13.500 assicurati. I più alti tassi di fidelizzazione si registrano nei comparti del riso, pere, mele e tabacco, mentre gli abbandoni riguardano prevalentemente pomodori da industria e mais.

 

L’offerta assicurativa – riferisce ancora lo studio – basata sul ruolo e sul posizionamento delle prime dieci compagnie presenti sul circuito delle polizze agevolate del comparto colture, rivela alcune asimmetrie distributive nelle quote di mercato, ma non tali da evidenziare assetti concorrenziali anomali o situazioni di schiacciante predominio da parte di alcuni player. La quota-premi della compagnia leader, pari al 12,9%, si discosta solo di qualche decimo di punto da quella della seconda (12,1%). Altro aspetto da considerare è che fino al sesto operatore, tra i follower, la quota non scende mai al di sotto dell’8%.

Cattolica Assicurazioni Soc. Coop.

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