4 gennaio
approfondimenti

Il Partenariato europeo per l’innovazione, per la rivitalizzazione del comparto vitivinicolo piacentino

Il  contesto di riferimento dell’iniziativa

Il Partenariato Europeo per l’Innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (PEI-AGRI) è una delle novità della programmazione europea 2014-2020 che intende promuovere un nuovo approccio interattivo e di cooperazione sul tema “innovazione”.

Si tratta di un innovativo strumento previsto nell’ambito dei Programmi di sviluppo rurale (PSR) delle regioni italiane, che ha la finalità di gettare i ponti tra il mondo della ricerca e tessuto produttivo. L’obiettivo è quello di giungere a soluzioni concrete che rispondano a fabbisogni sollevati direttamente dalle aziende agricole e agroforestali.

Lo strumento con cui si persegue tale finalità è il Gruppo operativo per l’innovazione, la cui costituzione rientra nell’ambito dell’intervento 16.1 dei PSR “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura”.

Diverse regioni hanno attivato, in questi ultimi mesi, l’intervento nell’ambito dei propri PSR 2014-2020, e già iniziano ad emergere casi pratici interessanti.

Il presente focus ne approfondisce uno in particolare che interessa il comparto vitivinicolo della Regione Emilia Romagna. L’iniziativa ha l’obiettivo di individuare una serie di soluzioni innovative per una maggiore competitività e sostenibilità della viticoltura piacentina in un contesto caratterizzato da mutate condizioni climatiche e sociali.

Il progetto nasce dal fabbisogno manifestato delle aziende vitivinicole dei Colli Piacentini, la cui competitività è attualmente limitata da almeno tre elementi di criticità: il difficile adattamento alle sfide imposte dal cambio climatico; uno scarso sfruttamento delle ricca biodiversità locale ed, infine, un ricorso ancora modesto alle meccanizzazione ed alle tecniche di gestione assistita.

 

Soggetti interessati, i partner del GO

In tale cornice di riferimento si articola il progetto di innovazione che coinvolge diverse aziende vitivinicole del piacentino, una cantina sociale e l’Università Cattolica del Sacro Cuore quale partner scientifico dell’iniziativa.

 

I fabbisogni manifestati e le soluzioni individuate

In primo luogo, il progetto intende dare una risposta alla problematica dell’adattamento delle colture al surriscaldamento delle temperature (legato al cambiamento climatico). Questo obiettivo viene perseguito attraverso l’introduzione di genotipi locali minori in grado di mantenere un livello di acidità maggiore anche in caso di carichi termici estivi molto elevati. Per le produzioni di vini bianchi locali di punta (Ortrugo e Malvasia) si intende valutare, invece, il grado di adattamento a zone più fresche di alta collina.

Accanto a questo, l’iniziativa progettuale ha l’obiettivo di introdurre nuovi portinnesti tolleranti allo stress idrico, oltre a trovare un’alternativa alla nota discontinuità produttiva del vitigno Croatina. Obiettivi perseguibili anche attraverso la promozione e valorizzazione del vitigno da incrocio intraspecifico Ervi.

Il progetto è orientato, inoltre, verso una drastica diminuzione dell’impiego dei pesticidi tramite l’adattabilità al territorio di nuovi ibridi interspecifici resistenti a peronospora e oidio.

Le attività avranno inoltre ad oggetto il potenziamento del ricorso a tecniche di gestione informatizzata e assistita del vigneto utilizzando, per la pianificazione della difesa, un sistema di supporto alle decisioni (DSS) che verrà applicato sia agli ibridi resistenti sia ai vitigni locali suscettibili di maggiore importanza (Barbera e Croatina).

Il tutto sarà realizzato rivoluzionando e razionalizzando le attuali strategie di difesa, cercando di conciliare gli aspetti di protezione della coltura, riduzione dei pesticidi e minore impatto ambientale.

Infine, non mancheranno gli effetti sulla “sfera sociale” attraverso la promozione della cultura del lavoro in vigneto nei riguardi di due importanti segmenti di futuri operatori (giovani ed extra-comunitari residenti in zone a vocazione vitivinicola).

 

Le risorse e l’impatto atteso

Il progetto, finanziato nell’ambito del PSR 2014-2020 della Regione Emilia Romagna, è stato avviato il primo dicembre 2016 ed prevista la chiusura entro il 30 novembre 2019 con una spesa stimata di 376 mila €, di cui 263 mila € di contributo in conto capitale (70% della spesa ammissibile, 90% nel caso di azioni di formazione).

L’impatto atteso sembra essere orientato verso alcune soluzioni pratiche innovative e di interesse. Saranno queste in grado di fornire un contributo concreto per la valorizzazione ed il potenziamento della competitività del comparto vitivinicolo piacentino?

 

(© Osservatorio AGR )

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