4 aprile
approfondimenti

Il Parlamento coglie l’occasione dell’Omnibus per mettere sul tavolo una “mini” riforma della PAC

di Felice Adinolfi

Le proposte di revisione della politica agricola comune avanzate dalla Commissione Europea nell’ambito del pacchetto omnibus  sono arrivate in Parlamento. I primi risultati del lavoro della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo sembrano prefigurare un percorso legislativo tutt’altro che facile. Infatti, a fronte di piccoli correttivi proposti dalla Commissione, le ambizioni del parlamento sembrano essere ben diverse. Le proposte emendative dei relatori (Paolo De Castro per S&D e Albert Dess per il PPE) della Commissione Agricoltura (COMAGRI) rappresenterebbero, se accolte, una vera e propria riforma di medio termine della Pac.

 

Innanzitutto viene respinta l’idea avanzata dalla Commissione di lasciare agli Stati membri la facoltà di definire la figura dell’agricoltore attivo. Il rapporto portato all’attenzione della COMAGRI nei giorni scorsi, evidenzia come questo sia stato uno dei punti qualificanti dell’ultima riforma del 2013 e come il principio sotteso sia divenuto elemento irrinunciabile per la legittimazione stessa dell’intervento a supporto degli agricoltori e in particolare del sistema dei pagamenti diretti. Ma il Parlamento va oltre la difesa dei principi, proponendo una revisione significativa del “greening”, ampliando ad esempio i confini delle deroghe per la diversificazione e modificando i coefficienti di equivalenza di diverse pratiche ecologiche. Proponendo un significativo rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi previsti dalla riforma del 2013 . Non solo per favorire un miglior costo –opportunità delle coperture agli agricoltori, ma anche per introdurre nuove tipologie di strumenti, come le polizze agevolate sul reddito. Proponendo, infine, nuovi strumenti per irrobustire la forza contrattuale degli agricoltori. Si tratta, in particolare delle cosiddette “bargaining organization”, ossia formule che consentono agli agricoltori di associarsi per svolgere delle funzioni comuni, in particolare nei rapporti con il mercato e le altre fasi a valle della filiera. Si tratta di organizzazioni, che attraverso la concentrazione dell’offerta e la delega delle funzioni commerciali, possono promuovere il riequilibrio dei poteri negoziali lungo la filiera. Si affiancherebbero alle attuali Organizzazioni dei Produttori (OP) e loro associazioni (AOP) e rappresenterebbero un veicolo per estendere quanto fatto con il pacchetto latte ad altri comparti dell’agricoltura europea.

 

Siamo solo all’inizio dell’iter parlamentare ma le tempistiche previste (inizio maggio discussione finale in COMAGRI e poi il via ai lavori della plenaria) faranno entrare il dibattito subito nel vivo. Sarà importante capire quale sarà la reazione della Commissione di fronte alle proposte del Parlamento e quale sarà l’atteggiamento dei Governi di fronte a proposte che rischiano di anticipare, nei fatti, i prossimi passi della lunga evoluzione della Pac. Su questo tema la Commissione avrebbe voluto posticipare ogni decisione al prossimo quadro finanziario (2020 – 2026) e avviare la discussione solo dopo la consultazione pubblica tuttora in corso sul futuro della Pac.

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