9 maggio
approfondimenti

Officina Mulinum: “Il mulino che vorrei” non è più soltanto uno spot

di Yari Vecchio

“Il mulino che vorrei” è per tutti un famoso spot televisivo. Da oggi sembra essere diventato realtà. Stefano Caccavari, giovanissimo imprenditore agricolo di San Floro (in provincia di Catanzaro), famoso in Calabria, e non solo, per il suo attivismo nel campo dell’innovazione agricola, ha creato Officina Mulinum, il mulino dei sogni. A testimoniare la voglia di innovazione progettuale di Caccavari pensiamo anche all’ideazione e alla creazione dell’”Orto di Famiglia”, un progetto innovativo, di custodia del territorio, realizzato nei pressi di un’area che rischiava di diventare la più grande discarica d’Europa: in breve si tratta di un terreno diviso in piccoli apprezzamenti, dati in affitto per la stagione estiva e invernale.

 

La storia del Mulinum

A Febbraio 2016, con un post su Facebook – “(Urgente) Salviamo l’ultimo mulino a pietra della Calabria” – il giovane Caccavari, all’epoca studente di Economia a Catanzaro, prova a sollecitare la sua cerchia di amici per salvare l’ultimo mulino a pietra, che per problemi economici stava chiudendo. Da un semplice post nasce l’idea: parte il crowdfunding. Importo della raccolta fondi: 30mila euro. Rispondono subito da ogni parte del globo, da Pechino a Londra, da New York a Milano.

 

Purtroppo il proprietario del vecchio mulino decide di chiudere lo stesso, ma Stefano non si dà per vinto e, determinato più di prima, rincara la dose: aumenta la raccolta fondi a 200mila euro per ristrutturare un vecchio casolare, acquistare due macine La Ferté (pare le migliori pietre in commercio dal 1800) e un forno per produrre “u brunieiettu”, pane tipico del posto, e il “iermanu”, fatto con la segale, come 60 anni fa. Intorno al casolare una distesa di grano Senatore Cappelli. Insomma, un progetto completo di filiera del grano antico.

 

Nonostante il cambio di strategia, la raccolta continua e i finanziamenti arrivano sempre di più, anche da personalità importanti come Gabriele Bonci, che sostiene l’iniziativa e comprerà la farina per il suo “Pizzarium” a Roma.

 

La raccolta supera le aspettative, oltre 500mila euro, arrivano esperti bio e specialisti di macine antiche da tutta Italia. A Gennaio 2017 tutto diventa realtà: il Mulinum apre.

 

Nuovo step: un nuovo Mulinum, o forse due

Nemmeno il tempo di festeggiare e già si pensa al nuovo obiettivo: inaugurare un nuovo Mulinum nella Val d’Orcia. La nuova campagna di crowdfunding è ancora più ambiziosa: mira a 1 milione di euro, per creare la nuova struttura (in bioedilizia), per acquistare le macine di pietra La Ferté e recuperare altre antiche varietà di grano, come il Verna, a basso contenuto proteico. In questa raccolta Stefano non è da solo, 10 aziende biologiche hanno messo a disposizione 2mila ettari di terreno. La raccolta è iniziata da poco, ma ha già raggiunto il 70% dell’obiettivo.

 

«Avviato il mulino ho capito che non potevo fermarmi, il tema delle farine biologiche e dei grani antichi è molto sentito in Italia. Come quello della tutela del territorio e delle tradizioni. C’è una maggiore consapevolezza: la gente vuole tornare davvero a mangiare sano, non è più disposta ad alimentarsi con frumento che arriva dall’estero, carico di pesticidi. Fra i miei soci ci sono padri che hanno intestato le quote ai figli. Vorrà dire qualcosa, no?» ha dichiarato Stefano Caccavari nell’intervista rilasciata a il Sole 24 Ore.

 

Il Mulinum, oltre al grano e al terreno, ha recuperato antiche tradizioni. Come dichiara Caccavari: «Sforniamo 100 pani di Brunetto al giorno, come si faceva una volta, come lo preparava mia nonna, Senatore Cappelli in purezza». Naturalmente la lista di attesa per acquistarne uno è lunghissima, perché va letteralmente a ruba. Sono messi a coltivazioni oltre 250 ettari, con l’aiuto di agricoltori locali che con i loro prodotti alimentano il forno e la bio-pizzeria: farine e condimenti sono a km 0. Il Mulinum è diventato fonte di lavoro, anche da Londra sono tornati Santo e Simone, che impastano e sfornano il pane. Hanno mollato tutto per tornare a casa e lavorare con Stefano. Al forno c’è anche Gualtiero, panettiere cosentino, che arriva dalla prestigiosa casa Bonci, una delle più rinomate pizzerie gourmet di Roma.

 

Stefano ha concluso dicendo «Siccome fra i miei sostenitori ci sono anche due celiaci, ecco che ho pensato a un mulino gluten free. In Calabria sta per sorgere in contrada Torre del Duca, accanto all’impianto già esistente. Macineremo a pietra il riso di Sibari, il mais e il grano saraceno. E così in Val d’Orcia. Con Officina Mulinum forniamo le strutture chiavi in mano».

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