11 dicembre
prezzi

Latte: continua la ripresa dei prezzi

di Yari Vecchio

Il focus sui prezzi della settimana è dedicato al latte. Dopo averne parlato nelle settimane precedenti, torna alla ribalta dopo il nuovo rialzo dei prezzi.

 

La situazione nel mondo

Fonterra e Synlait rivedono le stime a rialzo per i payout alla stalla in Australia e Nuova Zelanda.

Per quanto riguarda l’Australia il dato sulla produzione di latte rimane negativo rispetto al 2015 (la produzione è stata inferiore del 12% circa nel mese di Ottobre). A pesare su tale contrazione vari fattori legati anche alle condizioni meteo dei primi mesi del 2016 che hanno costretto gli allevatori a fare largo ricorso alle scorte di fieno.

La situazione climatica sembra essersi riassestata dopo le pesanti piogge che hanno caratterizzato la prima parte del 2016. L’interruzione delle precipitazioni sta portando ad un miglioramento della qualità e della quantità del fieno, la cui disponibilità resta, però, nettamente inferiore alla domanda. Il miglioramento delle condizioni climatiche è comunque un buon segnale, secondo gli analisti delle due società,  per la ripresa della produzione.

 
In Nuova Zelanda la situazione è per lo più simile all’Australia. Produzioni in calo rispetto al 2015 (-5,45% nel mese di ottobre).
In Sudamerica, Argentina, Brasile e Uruguay, rimane stabile la produzione stagionale, rispettando le aspettative per il 2016, con una diminuzione del 10% circa rispetto al 2015.

 

Situazione diversa per gli USA che vedono aumentare, rispetto a settembre 2016, il livello di produzione del 3% circa, continua quindi la crisi da over-production.

L’Europa, con circa un aumento del 5% rispetto al 2015, trainata dall’annata splendida di Olanda e Germania, si propone come primo “Paese” esportatore per il mercato russo e cinese.

 

Polveri di latte: cosa cambia?

Capitolo a parte merita la situazione sulle polveri di latte. La Commissione europea ha annunciato l’apertura della gara per il rilascio sul mercato di 22.150 tonnellate di latte scremato in polvere ammassate nei mesi scorsi (si tratta del 6% del totale di latte scremato in polvere ammassato a partire da settembre 2014, pari a 355mila tonnellate). Gli operatori del settore avranno tempo fino al 13 dicembre per presentare le offerte alle autorità nazionali. Il bando era stato progettato durante la riunione del comitato di gestione OCM unica del 17 novembre.
Questa situazione potrebbe rappresentare un freno per la crescita del prezzo del latte. Infatti, mentre la domanda e le produzioni mondiali di latte continuano a rallentare, causando un conseguente aumento del prezzo, l’immissione di nuovo latte in polvere potrebbe colmare i gap produttivi e frenare l’aumento dei prezzi.

 

Cosa succede in Italia?

In questi giorni si sono svolti vari dibatti sul prezzo del latte, in prima fila tra le tante associazioni a difesa degli allevatori, Coldiretti, che a Macomer ha discusso sulle modalità di aiuto per sostenere gli allevatori dopo la crisi del primo periodo del 2016.

 

Gli allevatori da tempo sostengono che i trasformatori abbiano creato un cartello per bloccare i prezzi del latte alla stalla. Un esempio di questa situazione è il caso sardo sul prezzo del latte di pecora (latte per lo più utilizzato per la produzione del pecorino). Ha suscitato molto scalpore, tanto da portare ad un’indagine che si è conclusa con una operazione di trasparenza e legalità che ha portato allo sblocco del prezzo del latte, passando dai 50 centesimi di settembre agli 80-85 di novembre.

 

Per quanto riguarda il latte bovino, dopo la crisi della primavera con i prezzi che hanno toccato 23 centesimi al litro circa, le nuove misure di sostegno agli allevatori stanno risollevando un comparto che sembrava destinato ad affrontare una lunga fase di declino, definita dai più come la crisi più importante per il comparto lattiero-caseario della storia.

 

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Prezzi del latte: ripresa in vista per l’Italia

Al 30 novembre il prezzo del latte spot nazionale (quotazione di Lodi) ha raggiunto quota 45 centesimi di euro per litro, con un aumento rispetto al 2015 di circa 20 punti percentuali. Stesso discorso per le quotazioni del latte francese e tedesco, che oggi quotano rispettivamente 45 centesimi al litro e 46 centesimi, con un aumento del 30% rispetto al 2015.

 

In Europa, su tutte le piazze, continua il leggero aumento dei prezzi. Da agosto, dopo l’attivazione del Pacchetto Latte con i 500 milioni di euro investiti a sostegno del settore, il trend dei prezzi è tornato ad essere positivo. Ad oggi, però, l’effetto delle politiche comunitarie sta venendo meno e il prezzo si sta assestando con una media di 38 centesimi di euro per litro nella zona UE-28.

 

Continua la discesa dei prezzi negli USA e il milk glut fa sentire gli effetti, a novembre il prezzo del latte crudo alla stalla quota circa 33 centesimi di euro per litro, uno dei prezzi più bassi per il latte americano.

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