14 settembre
approfondimenti

L’Agricoltura biologica in Italia

L’agricoltura biologica è uno dei pochi segmenti produttivi che da diversi anni continua a registrare ottime performance, sia dal punto di vista della diffusione del metodo di produzione che in relazione all’apprezzamento di mercato dei prodotti certificati con marchio biologico.

La crescente attenzione della collettività nei confronti dei temi legati alla sostenibilità ambientale dell’attività agricola, alle tematiche nutrizionali e al recupero di cultivar e tradizioni produttive ha permesso all’agricoltura biologica di crescere e di raggiungere importanti traguardi, sia sul mercato nazionale che internazionale.

Ma quali sono i numeri chiave dell’agricoltura biologica? Quali territori e quali colture sono maggiormente interessati dal metodo biologico? Quali evidenze è possibile desumere dall’analisi dei processi di acquisto e consumo?

 

Agricoltura biologica: operatori e superfici

Gli operatori certificati in Italia il 31 dicembre 2016 erano pari a 72.154, un dato in crescita del 20,3% rispetto all’anno precedente; la categoria più dinamica è stata quella delle aziende agricole, aumentate del 22,9%.

La gran parte degli operatori biologici sono produttori esclusivi (aziende agricole) che, insieme ai produttori/preparatori, rappresentano la quasi totalità del mondo biologico. Un numero molto significativo riguarda anche i preparatori esclusivi (poco meno di 8mila), mentre gli importatori sono 363 (Figura 1).

 

Figura 1- Operatori per categoria (dati al 31/12/2016)

Fonte: Sinab

 

Le regioni in cui operano la maggioranza di operatori biologici sono la Sicilia (11.451), la Calabria (11.330) e la Puglia (10.029) che, insieme alla Toscana (5.004), concentrano oltre la metà degli attori attivi nel mercato biologico.

Per quanto riguarda la superficie agricola gestita con il metodo di produzione biologico, alla fine del 2016, in Italia, si registrano poco meno di 1,8 milioni di ettari, un dato in aumento del 20,3% rispetto all’anno precedente. Le categorie che hanno mostrato i tassi di crescita più elevati sono state quella dei cereali, degli ortaggi, della frutta, della vite e dell’olivo.

La continua crescita delle superfici biologiche in Italia ha fatto sì che attualmente il 14,5% del totale della superficie agricola nazionale sia certificata biologica (è come se l’intera superficie agricola della Lombardia e del Veneto fossero gestite con il metodo biologico). Le incidenze maggiori di superficie biologica rispetto alla superficie agricola totale caratterizzano le isole (il 20% del totale superficie agricola è biologica), il sud (18,9%) e il centro Italia (18,5%). Decisamente più contenuta la rilevanza della superficie biologica nel nord Italia, dove si attesta al 5,9% del totale superficie agricola (figura 2).
rispetto all’anno precedente. Le categorie che hanno mostrato i tassi di crescita più elevati sono state quella dei cereali, degli ortaggi, della frutta, della vite e dell’olivo.

 

Figura 2- Distribuzione regionale della superficie italiana coltivata con il metodo biologico (dati al 31/12/2016)

Fonte Sinab

 

La più alta incidenza della superficie bio rispetto alle aziende (le aziende biologiche rappresentano il 4,4% del totale delle aziende agricole italiane) conduce a dimensioni produttive mediamente più elevate nell’agricoltura biologica rispetto a quella convenzionale. Un’azienda agricola biologica si attesta sui 30 ettari di superficie, contro gli 8 ettari di un’azienda agricola convenzionale.

Le produzioni che presentano le maggiori estensioni biologiche sono legate alle colture foraggere (341.940 ettari), ai cereali e in particolare al grano duro (137.321 ha), all’olivo (222.452 ha), alla vite (103.545 ha) e agli ortaggi freschi (43.914 ha).

 

Il mercato dei prodotti biologici in Italia

La forte dinamicità che caratterizza il sistema produttivo trova riscontro anche sul mercato finale, dove i consumatori mostrano di apprezzare sempre di più i prodotti biologici e sono disposti a pagare un premium price (nell’ordine del 25-30%) rispetto ai prodotti convenzionali.

Attualmente il peso dei prodotti biologici, sul totale della spesa agroalimentare delle famiglie italiane, è pari al 3%, un dato in costante aumento e che dal 2010 registra una crescita media annua del 12,5%; si tratta di un andamento molto significativo se si considera che negli ultimi anni i consumi alimentari complessivi sono stati stagnanti se non in diminuzione.

A conferma di questo scenario è possibile considerare la recente variazione in valore delle vendite di prodotti biologici e non biologici confezionati a peso fisso nella GDO (Figura 3).

 

Figura 3- Variazione in valore % delle vendite di prodotti biologici e convenzionali confezionati a peso fisso nella GDO (Var % I semestre 2017/ I semestre 2016)

Fonte: Sinab

 

La variazione del I semestre 2017, rispetto al corrispondente periodo del 2016, mostra come la crescita dei prodotti biologici confezionati a peso fisso nella GDO sia stata del 15,2% rispetto al 2,7% dei prodotti non biologici. Questo differenziale di crescita è un elemento che caratterizza la quasi totalità dei prodotti considerati (con un’unica eccezione, il miele) e che per alcune categorie è decisamente più alto rispetto alla media (vini, carni, oli e grassi vegetali, etc.).

Con ogni probabilità anche nei prossimi anni il mercato dei prodotti biologici registrerà performance positive e in molti casi in controtendenza rispetto all’agroalimentare nel suo complesso, producendo effetti positivi sulla crescita e sviluppo delle aziende agricole (e di interi bacini territoriali) che definiscono il sistema italiano dell’agricoltura biologica.

 

(© Osservatorio AGR)

 

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