28 settembre
approfondimenti

La strategia nazionale del settore ortofrutticolo per il periodo 2018-2022

Con l’emanazione del decreto del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) n. 4969 del 29 agosto 2017, è stata adottata la strategia nazionale relativa ai Programmi Operativi (PO) attuati dalle Organizzazioni dei Produttori (OP) ortofrutticoli per il periodo 2018-2022. Si tratta di un documento molto importante, previsto dal regolamento sull’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) dei prodotti agricoli (reg. 1308/2013), che orienterà le azioni strategiche e gli investimenti sul mercato ortofrutticolo da parte delle OP fino al 2022.

 

I valori della filiera ortofrutticola italiana

Il documento, che traccia la strategia del settore ortofrutticolo italiano, si apre con un’analisi della filiera, da cui emerge che negli ultimi cinque anni il settore ha mantenuto sostanzialmente invariato il suo ruolo nell’economia agricola italiana (circa il 23% del valore della produzione agricola è riconducibile all’ortofrutta), nonostante una riduzione degli operatori e delle superfici coltivate. Inoltre, lo scenario competitivo è profondamente mutato: la volatilità dei prezzi è sempre più marcata, i consumi di prodotto fresco sono in fase di riorganizzazione e razionalizzazione, così come gli assetti distributivi, mentre i fenomeni di concorrenza internazionale rendono evidenti le difficoltà di alcuni comparti. È il caso delle pesche e nettarine, che soffrono ormai da diversi anni il confronto con i più efficienti ed organizzati produttori spagnoli, che riescono ad arrivare sul mercato prima e con prezzi più bassi rispetto agli agricoltori italiani.

 

Il ruolo delle OP nel settore ortofrutticolo

Alla luce di questi nuovi  scenari e della debolezza strutturale che caratterizza la gran parte delle aziende ortofrutticole italiane, il ruolo della componente organizzata risulta sempre più determinante per consentire la corretta valorizzazione delle produzioni, per la sopravvivenza delle aziende agricole (grazie ad una remunerazione equa dei prodotti conferiti) e la tenuta socioeconomica di intere porzioni di territori specializzati nella produzione di ortofrutta.

Ma qual è il ruolo e il contributo delle OP nell’ambito della filiera ortofrutticola italiana? In Italia sono attive 310 OP ortofrutticole, di cui oltre la metà (55,2%) fanno riferimento al sud e alle isole, che però sono i territori in grado di raggiungere un minor livello di produzione organizzata rispetto a quanto registrato nel nord Italia, dove anche se le OP sono numericamente inferiori (28,1%) si rilevano tassi di organizzazione della produzione più che doppi di quelli che caratterizzano il settore ortofrutticolo meridionale (Figura 1).

 

Figura 1 – Numero di OP per ripartizione geografica (dati al 31/12/2016)

Fonte: Strategia nazionale ortofrutta 2018-2022

 

I produttori soci delle strutture organizzate (OP) gestiscono 1/3 dell’intera superficie ortofrutticola nazionale, da cui proviene la metà dei volumi di frutta e verdura prodotti in Italia; in termini di valore, il 48% dell’intera ricchezza generata dal comparto è intermediata dalle OP (Figura 2).

 

Figura 2 – L’importanza della componente organizzata nel settore ortofrutticolo italiano

Fonte: Strategia nazionale ortofrutta 2018-2022

 

Il confronto fra i dati di superficie e produzione commercializzata indica come le aziende ortofrutticole associate ad OP siano più strutturate delle aziende che agiscono in autonomia sul mercato. In termini di superficie media le aziende agricole ortofrutticole socie di OP hanno una dimensione più che doppia degli agricoltori che non aderiscono ad OP.

 

Gli obiettivi della strategia nazionale del settore ortofrutticolo

Le aziende ortofrutticole e le OP attive nel settore registrano evidenti diversità produttive, strutturali ed organizzative che rendono complesso individuare gli obiettivi validi  per tutte le tipologie. Le OP ortofrutticole devono prima di tutto far riferimento ad una serie di obiettivi definiti nel regolamento dell’OCM unica, rispetto a cui devono garantire il perseguimento, nell’ambito dei loro PO, e di due obiettivi da un elenco definito nel regolamento.

In termini generali la strategia nazionale per il periodo 2018-2022 individua un obiettivo generale e una serie di obiettivi specifici, così come sintetizzati nella tabella seguente.

 

Figura 3 – Gli obiettivi della strategia nazionale 2018-2022 per il settore ortofrutticolo italiano

Fonte: Strategia nazionale ortofrutta 2018-2022

 

A questi obiettivi sono collegate una serie di misure che serviranno a supportare la pianificazione della produzione, gli investimenti, il miglioramento della qualità dei prodotti, la promozione e comunicazione, la ricerca e la produzione sperimentale, la formazione, lo scambio di buone pratiche, la prevenzione e gestione delle crisi e una serie di interventi di carattere ambientale.

 

(@ Osservatorio AGR)

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