20 Aprile
approfondimenti

La rivoluzione delle polizze assicurative in Italia: le polizze index based

di Fabian Capitanio

Premessa

Il Regolamento (UE) n. 1305/2013 per lo sviluppo rurale 2014-2020 ha previsto, nell’ambito del sostegno alle polizze assicurative agevolate, che la produzione annua dell’agricoltore (e l’eventuale perdita) potesse essere calcolata mediante l’utilizzo di indici. La fiche di misura della Commissione UE (versione del 5 febbraio 2015) riprende tale opportunità offrendo ai singoli Stati Membri la possibilità di ricorrere ad indici per la determinazione della perdita di produzione dei singoli agricoltori che aderiscono ad uno schema di protezione assicurativo agevolato.

 

Si tratta, nel dettaglio, dell’opportunità di adottare metodologie di stima delle perdite che, basandosi su un indice esogeno comune per una data area, siano in grado di definire l’ammissibilità degli agricoltori all’intervento assicurativo e quantificare l’intensità degli indennizzi. Tale possibilità, ovviamente, introduce vantaggi in termini di riduzione delle problematiche informative riconducibili all’azzardo morale e alla selezione avversa, oltre che nella contrazione dei costi operativi.

 

Tali problematiche, tra le altre e come spesso richiamato, hanno impedito una diffusione su larga scala della sottoscrizione di polizze agricole agevolate da parte delle aziende agricole italiane.

 

Vincoli normativi

Le polizze index based devono comunque rispettare i vincoli normativi imposti dal WTO, tramite gli artt. 7 e 8 dell’Annex II dell’Accordo sull’agricoltura.

 

Il rispetto delle regole della green box del WTO deve essere garantito, quindi, mediante l’adozione di indici che rappresentino in modo “adeguato e soddisfacente” la perdita reale del singolo agricoltore.

 

Tale definizione, viene richiamata anche dalla normativa dell’UE nel Reg. 1305/2013.

 

Nella predisposizione della misura nazionale per la gestione del rischio delle imprese agricole, nel quadro del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN), l’Autorità di Gestione (il MIPAAF) ha descritto una strategia di intervento volta a migliorare la partecipazione degli agricoltori allo strumento assicurativo (riequilibrio territoriale e settoriale, in primis) attraverso il sostegno a polizze innovative e maggiormente inclusive in termini di rischi coperti, quali appunto le polizze index-based, escludendo il sostegno alle polizze mono rischio e prevedendo il progressivo incremento delle coperture fino all’introduzione dell’obbligo di assicurazione dei rischi catastrofali.

 

Funzionamento delle polizze index based

Le polizze index based rappresentano una innovazione di prodotto assoluta nel campo assicurativo agricolo in Europa, soprattutto se consideriamo la recentissima ammissione al contributo pubblico decretata dal DM del 23/03/2017.

 

In cosa si differenzia una polizza index based dalle tradizionali polizze scambiate sul mercato assicurativo agricolo?

 

Fondamentalmente, dallo spostamento dell’attenzione dal danno di resa causato dalla manifestazione di un evento estremo all’osservazione e registrazione dell’andamento di variabili meteorologiche (pioggia e temperatura) che, in sostanza, influenzano la buona riuscita del raccolto in campo.

 

L’oggetto della polizza, quindi, diventa l’osservazione dell’andamento meteo che, in virtù di indici climatici appositamente costruiti, permette di ricostruire il danno di resa (che comunque deve essere verificato dall’intervento peritale, per la salvaguardia del principio indennitario).

 

Evidentemente, questa è una rivoluzione per il mercato delle assicurazioni agricole.

 

E’ una rivoluzione perché elimina la possibilità dei comportamenti fraudolenti e, inoltre, nel medio periodo, è una polizza che genera comportamenti virtuosi da parte degli agricoltori nella conduzione delle loro attività di campo.

 

A ben vedere, infatti, nel momento in cui l’oggetto del contratto si identifica con delle soglie di variabili meteorologiche che, in ragione di studi approfonditi, delimitano il punto in cui le condizioni agronomiche sono ottimali per la buona riuscita del raccolto, in caso di scostamenti significativi da questo ottimo l’agricoltore è incentivato a mantenere le buone pratiche agronomiche.

 

Immaginiamo per ipotesi una polizza che protegga i produttori cerealicoli da deficit idrico; nell’eventualità di scostamento significativo dalla soglia di pioggia presente nel contratto assicurativo, l’agricoltore non abbandonerà le pratiche irrigue, in attesa dell’indennizzo previsto dalla polizza. Infatti, se l’indennizzo scatta con lo scostamento dal valore soglia individuato dal contatto assicurativo, l’imprenditore agricolo irrigherà i suoi terreni provando a contenere i danni della siccità sulla qualità/quantità del suo raccolto. La polizza index based, in questo caso, riconosce quindi il ruolo importante dell’andamento meteorologico nell’aggravio dei costi variabili e, quindi, indennizza in qualche maniera l’onerosità delle buone pratiche agronomiche.

 

Evidentemente, questa è la traiettoria di medio-lungo termine, nel momento in cui cioè la fase sperimentale sarà terminata e, le soglie degli indici individuate per singola colture e per le diverse aree geografiche verranno ritenute affidabili.

 

 

Considerazioni finali

In che modo la polizza index based ha la prerogativa di stimolare la domanda di assicurazione agricola in Italia (in un periodo di domanda declinante)?

 

Innanzitutto, è una polizza che risponde ad esigenze particolari di comparti fino ad ora completamente ignorati dall’attuale offerta assicurativa (erba medica in primis).

 

Tale eventualità, naturalmente amplierà la domanda delle aziende agricole.

 

Secondo fattore che in teoria dovrebbe generare apprezzamento da parte delle aziende agricole per questa tipologia di polizza è la chiarezza e semplicità della stessa; gli stessi agricoltori possono monitorare l’andamento dell’oggetto del contratto senza mediazioni.

 

Ulteriore aspetto, non meno rilevante per importanza, è rappresentato dal costo della polizza index based; eliminando le problematiche dell’asimmetria informativa dal contratto assicurativo e, abbassando i costi peritali (soprattutto a tendere), inevitabilmente i premi saranno più bassi rispetto alle polizze tradizionali.

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