16 novembre
approfondimenti

Infortuni sul lavoro in agricoltura: la reale dimensione del fenomeno

Agricoltura e infortuni sul lavoro

Tra i settori economici, l’agricolo si caratterizza per essere uno di quelli a più elevata incidenza di infortuni (anche mortali) e malattie professionali. I rischi a cui sono sottoposti gli imprenditori agricoli sono di diversa natura. Da quelli classici riconducibili all’esercizio dell’attività agricola (localizzazione in territori svantaggiati e potenzialmente rischiosi per via di pendenze e dislivelli, utilizzo di attrezzature e macchine agricole che richiedono adeguata formazione, etc.), a rischi nuovi e sempre più importanti che derivano dalla continua professionalizzazione (e multifunzionalità) dell’agricoltura, come nel caso dell’impiego di prodotti chimici con profili tossicologici pericolosi o per le conseguenze rischiose collegate all’esercizio di pratiche e attività nuove che però si fondano sull’agricoltura (agriturismo, produzione di energia rinnovabile, etc.). Inoltre, la struttura demografica che caratterizza il settore primario non contribuisce a migliorare lo scenario di riferimento: nel sistema agricolo italiano operano tante piccole imprese di dimensioni ridotte, in cui la quasi totalità della forza lavoro è ascrivibile al perimetro familiare dell’imprenditore agricolo che, molto spesso, si trova in una fase avanzata del ciclo vitale.

 

I numeri degli infortuni sul lavoro in agricoltura

Ma quali sono i numeri del fenomeno? Quali tendenze sono state registrate negli ultimi anni in tema di infortuni sul lavoro in agricoltura?

Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’INAIL, il numero di denunce di infortunio in agricoltura è costantemente diminuito nel tempo, fino ad attestarsi a 37.969 nel 2015 (Figura 1). Si tratta di un dato molto positivo se confrontato con gli anni precedenti: il calo di denunce di infortuni in agricoltura è stato del 3,1% tra il 2014 e il 2015 e di circa il 20% tra il 2011 e il 2015.

 

Figura 1 – Denunce di infortunio complessive in agricoltura

Fonte: INAIL

 

Un altro dato interessante riguarda l’andamento registrato dal numero di denunce di infortunio mortali (che rappresentano un “di cui” di quelle complessive di Figura 1). Nel 2015 le denunce di infortunio mortali in agricoltura sono state pari a 164, l’11% in meno rispetto allo stesso dato del 2011 e il 7,9% se confrontato con il valore del 2014 (Figura 2).

 

Figura 2 – Denunce di infortunio mortale in agricoltura

Fonte: INAIL

 

Se analizziamo i dati sugli infortuni, adottando come criterio il fatto che lo stesso sia avvenuto nell’esercizio delle proprie mansioni o durante il viaggio di andata e ritorno da casa al luogo del lavoro, emergono evidenze contrastanti. Tra il 2011 e il 2015 diminuiscono (-19,9%) gli infortuni durante l’attività lavorativa (che rappresentano oltre il 95% delle denunce di infortunio), mentre sono in aumento, seppure di poco (0,4%), quelli durante gli spostamenti casa-lavoro.

 

Una lettura per genere e classe di età

La lettura delle informazioni per genere evidenzia come nel periodo temporale in esame il 20% delle denunce complessive sia riconducibile a lavoratori di sesso femminile, un dato che cala sensibilmente nel caso di infortuni con esito mortale (5,5%).

Infine, un ultimo aspetto che contribuisce a chiarire il quadro degli infortuni sul lavoro in agricoltura attiene alle classi di età maggiormente coinvolte nelle fasi di denuncia. Se nel complesso delle attività economiche la fascia di età con maggiore incidenza è quella compresa tra 50 e 59 anni, in agricoltura la classe di età di riferimento principale si abbassa a 45-54 anni, segnalando un contesto maggiormente rischioso per i lavoratori (agricoli) più giovani rispetto al complesso degli occupati.

 

(© Osservatorio AGR)

 

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