20 novembre
prezzi

Grano: volatilità sui futures, la settimana chiude al rialzo

di Yari Vecchio

Settimane turbolente per le quotazioni del grano. Dopo un eccesso di volatilità nelle prime settimane di novembre, chiusura stabile sulle piazze locali, in USA futures in rialzo dopo il crollo dei primi giorni. L’instabilità, dovuta anche al risultato delle elezioni americane, sembra essere stata assorbita sui listini. Le quotazioni non sono crollate come per le altre materie prime. Uno dei motivi principali è da ricercare nella volatilità dell’offerta con una domanda che nell’ultimo periodo è cresciuta di molto.

 

Produzione e Clima

I dati Istat 2016 mostrano un aumento della produzione di frumento duro in Emilia-Romagna (+20%) passando in un anno da 394mila a 518mila tonnellate. Se si considerasse l’areale complessivo del Centro-Nord (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche), il raccolto aumenta da 1,3 a 1,5 milioni di tonnellate rispetto ai 5 milioni totali prodotti in Italia. Questo risultato è conseguenza dei cambiamenti climatici. Negli ultimi anni, il baricentro produttivo per i seminativi si sta spostando verso il nord Italia.

 

Se in Italia la situazione è rosea, a livello globale le produzioni sono calate dell’1,4%, rispetto ai livelli record raggiunti nel 2015. La causa si intravede sempre dalle situazioni metereologiche. La siccità in Russia e Ucraina ha fatto diminuire le semine in alcune aree. Nonostante ciò nella stagione 2016-17, la Russia diventerà il maggiore esportatore di grano al mondo, un traguardo mai raggiunto in precedenza. Lo sostiene il rapporto “World agricultural supply and demand estimates (Wasde)” pubblicato il 12 agosto dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda). Secondo le previsioni, le esportazioni russe del cereale dovrebbero toccare la quota record di 30 milioni di tonnellate.

 

Secondo il Dipartimento americano, la riduzione delle esportazioni europee sarebbe dovuta al significativo calo della produzione francese, causato dalle piogge eccessive dell’ultima stagione. Le esportazioni europee dovrebbero fermarsi a quota 27 milioni.
È previsto un aumento dell’export pari a 1 milione di tonnellate anche per Australia, Canada e Kazakistan. Infine, l’Usda prevede che complessivamente le esportazioni mondiali di grano dovrebbero raggiungere, nella stagione 2016-17, i 170,7 milioni di tonnellate. La Fao stima che Cina e Pakistan andranno in controtendenza: nei due Paesi quest’anno è attesa una produzione record, come in Italia. Nel “Bollettino sull’offerta e sulla domanda di cereali” pubblicato dalla Fao si legge che le produzioni per il 2016 dovrebbero chiudersi con 720 milioni di tonnellate, circa 15 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2015. Quindi notiamo come, nonostante una minore produzione globale, aumentano i quantitativi di export.
Le scorte alimentari di tutti i cereali dovrebbero rimanere invariate con un stock-to-use ratio (il rapporto tra gli stock finali e gli impieghi interni), pari al 24,7%.

 

Situazione italiana

La produzione italiana positiva ha avuto impatti significativi sull’import. Secondo una elaborazione di Italmopa su dati delle autorità doganali di sorveglianza, le importazioni di frumento duro in Italia si sarebbero attestate, tra il primo luglio ed il 20 ottobre 2016, in 285mila tonnellate, in riduzione di quasi il 50% rispetto agli stessi periodi del 2015 e del 2014.
Dopo anni, il Nord torna a essere protagonista delle produzioni. La performance del 2016 porta la borsa merci di Bologna a diventare il faro di riferimento italiano, andando a sostituire i listini di Foggia.

 

Prezzi

Il futures Chicago SRW Wheat Futures (DEC 2016) quotato sulla borsa di Chicago ha chiuso la settimana con un rialzo giornaliero di 4 c/b con un valore di 407cent/bushel. Si tratta di un valore comunque basso dato i massimi di settimana arrivati a 420 cent/bushel. Il futures a marzo 2017 ha chiuso con un aumento del 4,2 c/b aumentando lo spread a 17 dollari per contratto.
Sulle piazze italiane invece la situazione è diversa. Sui listini di Foggia vige l’immobilismo, nessuna variazione dei prezzi nelle due settimane (Tab.1)

 

Tab.1

Tipologia 09/11/2016 16/11/2016 Variazione
Min Max Min Max Min Max
GRANO DURO FINO 225 230 225 230 0 0
GRANO DURO BUONO MERCANTILE 215 220 215 220 0 0
GRANO DURO MERCANTILE 210 215 210 215 0 0

Fonte: Borsa merci Foggia

 

Per il frumento duro nazionale il trend rialzista termina. Milano segue il trend americano con un aumento di 10 euro/t (“fino” Nord 229,50 euro/t), invariato il listino di Bologna (“fino” Centro proteico 241,50 euro/t, “normale” 225,50 euro/t).
Per il frumento tenero nazionale continua il trend positvo. A Milano si sono registrati aumenti di 2 euro/t per le qualità superiori (prezzo medio frumento di forza: 225 euro/t arrivo molino Lombardia) e 3 euro/t per le altre categorie (176 euro/t). A Bologna l’aumento è stato di 4 euro/t per il “forza” (216,50 euro/t) e 2 euro/t per le altre categorie (“fino” 174 euro/t). Stabile l’andamento del Matif, dove il futures di dicembre ha chiuso a 161,50 euro/t.

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