5 Marzo

Gestione del rischio in agricoltura, il sistema manca di equilibrio

L’evento, organizzato da Coldiretti, ha affrontato le problematiche del mercato assicurativo. Problema sostenibilità per le compagnie: pesante il conto dei danni anche nel 2019.

 

Si è parlato di gestione del rischio a Pavia, area ad alta concentrazione risicola, in occasione di un incontro dedicato alle problematiche del settore agricolo nell’impiego degli strumenti di prevenzione contro i danni da eventi meteoclimatici.

 

Il convegno dal titolo: «Per una moderna gestione del rischio in agricoltura» si è tenuto il 21 febbraio scorso presso l’agriturismo «Granai Certosa», su iniziativa di Coldiretti Pavia e alla presenza dei responsabili provinciale e regionale dei consorzi di difesa e dell’Asnacodi, l’Associazione che li rappresenta a livello nazionale.

 

Tra cambiamenti climatici ed eventi estremi la cui frequenza, anche in Italia, è notevolmente aumentata rispetto al passato, la gestione del rischio è entrata a pieno titolo tra le attività delle aziende agricole, ha rimarcato in una relazione tecnica introduttiva Fabian Capitanio, docente di economia e politica agraria dell’Università Federico II di Napoli.

 

L’esigenza oggi più impellente è diversificare e innovare gli strumenti impiegati in agricoltura. L’aver puntato esclusivamente sulle assicurazioni contro i rischi atmosferici – ha spiegato l’esperto – ha generato le anomalie che caratterizzano l’attuale mercato delle polizze agevolate.

 

Oggi, ma anche 15 anni fa, il sistema manca di equilibrio: solo un quinto della Plv agricola (Produzione lorda vendibile) è assicurata e l’85% delle polizze è concentrato in poche province del Nord Italia. Tecnicamente questo fenomeno si definisce “selezione avversa”, di fatto si traduce nella tendenza ad assicurare, almeno nei grandi numeri, sempre le stesse aziende esposte peraltro a rischi ricorrenti.

 

Le difficoltà che caratterizzano il mercato assicurativo, relativamente al ramo agricolo, nascono dall’asimmetria della distribuzione territoriale dei rischi e dalla maggiore frequenza degli eventi catastrofali, ad iniziare dal gelo, che ha alzato il conto dei danni e generato squilibri finanziari per l’intero sistema, compreso quello della riassicurazione. Se c’è un problema di sostenibilità – ha aggiunto Capitanio – è anche per una mancanza di polizze profilate sulle esigenze produttive del Centro-Sud, territori che le stesse compagnie assicurative hanno in qualche modo sottovalutato, concentrando le attenzioni sulle regioni del Nord.

 

Un altro limite è dato dalla mancanza di sinergie tra banche e assicurazioni. Ma è necessario che la gamma degli strumenti di gestione del rischio cresca, in agricoltura, di pari passo con il mercato assicurativo, favorendo lo sviluppo di polizze parametriche e la diffusione dei fondi di mutualizzazione.

 

Ci sono anche altre modalità per favorire la diffusione di strumenti di prevenzione dei rischi, tra queste l’introduzione di meccanismi di premialità nell’accesso alle misure dei programmi di sviluppo rurale, anche in vista della nuova programmazione.

 

La situazione, d’altro canto, è in forte evoluzione. I riassicuratori stanno assumendo un atteggiamento sempre più restrittivo nell’assunzione dei rischi agricoli. E le notizie di questi giorni confermano una certa riluttanza a sottoscrivere le nuove polizze anche da parte delle compagnie assicurative, che tendono a procrastinare le sottoscrizioni, ad alzare i premi e a introdurre nuove condizioni contrattuali a salvaguardia degli equilibri finanziari.

 

Questo, per lo meno, è quanto affermano gli agricoltori, che lamentano un allungamento del periodo di «dormienza» sul rischio gelo, vale a dire più giorni di mancata copertura dalla data della sottoscrizione del contratto, e un generale aumento delle franchigie anche sul rischio grandine.

 

Il Condifesa Metaponto denuncia richieste di aumento sui premi delle drupacee del 40-50%, dopo il pessimo bilancio della campagna assicurativa 2019, che in Basilicata si è chiusa con un loss-ratio, il rapporto tra sinistri e premi, di oltre il 300%. In sostanza, per ogni euro incassato dalle compagnie assicurative ne sono stati erogati più di tre per gli indennizzi alle aziende agricole.

 

Intanto, il Condifesa Ravenna ha comunicato nei giorni scorsi di aver raggiunto un accordo normativo e tariffario con alcuni importanti gruppi assicurativi e di aver dato avvio alla campagna 2020. È pertanto possibile – riporta una nota – porre in copertura le produzioni contro le avversità atmosferiche previo rilascio della manifestazione di interesse per non precludersi l‘accesso a un contributo pubblico fino al 70% del premio.

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