21 Settembre
approfondimenti

Continua a crescere il mercato per i vini biologici

Crescono i consumatori italiani di vino bio

Sulla scia di un rinnovato ambientalismo e di una maggior attenzione a ciò che si mangia (o beve) e che ha portato ad un inaspettato quanto prorompente successo di mercato i prodotti biologici, anche il vino ottenuto da pratiche rispettose dell’ambiente sta godendo di un parallelo e travolgente incremento delle vendite. La cosa più interessante è che in un mercato strutturalmente in calo come quello italiano, i consumi di vino biologico si muovono in netta controtendenza. Secondo uno studio di Wine Monitor realizzato in collaborazione con ICE, nel 2016 un italiano su 4 ha consumato – almeno una volta nell’anno – vino biologico, denotando al contempo un tasso di penetrazione in continua crescita (nel 2015 era pari al 21%).

 

 

Aumenta anche l’export

Ma a crescere non è solo la quota di consumatori: nel 2016 le vendite di vino biologico hanno raggiunto complessivamente 275 milioni di euro, registrando un +34% rispetto al 2015. Il mercato interno (considerando tutti i canali: GDO, canali specializzati in prodotti biologici, enoteche, ristorazione/wine bar, vendita diretta, etc.) vale oggi il 30% del totale (83 milioni di euro, +22% rispetto al 2015). La fetta più grossa del giro d’affari complessivo è invece realizzata sui mercati internazionali: 192 milioni di euro, con un’impennata del +40% rispetto al 2015 (a fronte di un più tenue +4% dell’export di vino totale).

 

La Germania rappresenta il primo mercato di destinazione dei vini bio…

L’export di vino biologico italiano pesa per il 3,4% sul totale dell’export di vino dall’Italia, ma il trend è in continua crescita (1,9% nel 2014 e 2,6% nel 2015), grazie anche a una forte propensione all’export delle aziende bio. Dalla stessa ricerca di Wine Monitor emerge che, presso le aziende italiane intervistate, l’export di vino bio “pesa” per il 70% sul fatturato complessivo (contro una propensione all’export del 52% del comparto del vino italiano nel complesso). Per quanto riguarda i principali mercati presidiati, l’Unione Europea rappresenta la principale destinazione (66% a valore) e come per l’agroalimentare, la Germania rappresenta il mercato di riferimento per i vini italiani bio (33% del fatturato estero realizzato nel 2016), seguita dagli Stati Uniti (12%).

 

 

…ma anche in UK le vendite vanno forte

In UK, secondo i dati Nielsen, nel 2016 le vendite di vino bio nella GDO si sono attestate a 21 milioni di euro, con uno share di questi prodotti pari allo 0,4% sul totale dei vini venduti, grazie ad una crescita delle vendite pari al +24% a fronte di un lieve decremento del vino in generale (-0,1%). La cosa più interessante è che il prezzo medio di vendita dei vini bio è superiore del 38% a quello dei vini convenzionali, a fronte di una reale e maggior redditività di questi prodotti. In questo Paese, la quota dei vini bio italiani sul totale della categoria è pari al 25% in volume.

 

 

E le preferenze dei consumatori confermano il trend

L’interesse per il vino bio è confermato anche dall’opinione e dalle preferenze del consumatore, sia nel Regno Unito sia in Germania: la quota di consumatori che negli ultimi 12 mesi ha bevuto almeno una volta un vino biologico è del 12% in Germania e del 9% in UK (dove è molto più alta la quota di chi lo consuma fuori casa: il 34% dei wine user bio rispetto al 18% in Germania). In UK il consumatore di vino bio spende in media per una bottiglia intorno alle 13 sterline, in Germania 8 euro. Secondo i consumatori di vini bio Made in Italy presentano una qualità mediamente superiore rispetto ai vini bio di altri Paesi. Qualità che ricorre nuovamente tra gli attributi evocativi: in entrambi i mercati, nel pensare al vino biologico italiano il 19% indica “alta qualità”, mentre un ulteriore 15% individua nell’autenticità il principale valore.

 

(©Osservatorio AGR)

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