30 Maggio
approfondimenti

I consumi alimentari tra razionalizzazione e innovazione

I consumi alimentari rappresentano una quota rilevante (14%) della spesa delle famiglie italiane. Negli ultimi anni però, anche in ragione degli effetti negativi determinati dal ciclo economico-finanziario, i consumi alimentari sono stati al centro di importanti processi di riorganizzazione. Da un lato, le famiglie hanno ridotto le quantità acquistate e prestato una maggiore attenzione verso prodotti a marchio del distributore o in promozione; dall’altro si sono affermate sempre più sensibilità nuove, che hanno generato una rinnovata attenzione verso l’origine geografica delle materie prime (Made in Italy), il contenuto di servizio o i metodi di produzione orientati al rispetto dell’ambiente. Accanto a queste dinamiche è cresciuta sensibilmente anche l’attenzione nei confronti dello spreco alimentare, un tema che ha portato diverse istituzioni (governative e non) a definire azioni coerenti volte al recupero e alla valorizzazione di prodotti alimentari in collaborazione con il sistema della distribuzione moderna.

 

Evoluzione della spesa alimentare in Italia

Per quanto riguarda, nello specifico, il recente andamento dei consumi alimentari domestici in Italia è possibile far riferimento ai dati diffusi da Ismea (figura 1), che consentono di apprezzare il trend che ha caratterizzato le categorie che definiscono il carrello della spesa degli italiani.

 

Figura – Evoluzione degli acquisti domestici in valore di beni alimentari (Var. % 2016-2015)

Evoluzione degli acquisti domestici in valore di beni alimentari (Var. % 2016-2015)

Fonte: Ismea

 

Rispetto allo scorso anno, che aveva visto una piccola ripresa, la spesa alimentare domestica ha registrato una riduzione complessiva dello 0,5%, determinata in particolare dagli andamenti di alcune categorie di beni alimentari. I prodotti di origine zootecnica sono quelli che soffrono di più: le diminuzioni di spesa maggiori hanno interessato le carni (-4,4%), i salumi (-3,6%) e i prodotti lattiero-caseari (-3,3%), tre grandi aggregati che rappresentano circa 1/3 della spesa agroalimentare delle famiglie italiane. Si tratta di un’evoluzione negativa che segue quella dello scorso anno e che testimonia come per questi prodotti sia in atto un vero e proprio processo di riconfigurazione nell’ambito dei processi di acquisto e consumo degli italiani. Di segno opposto invece le variazioni di spesa collegate al consumo di prodotti ittici, frutta e derivati dei cereali, che consolidano le evoluzioni positive messe in luce nell’ultimo biennio. Le bevande, sia alcoliche che analcoliche, si attestano su valori di spesa pressoché invariati nei confronti dello scorso anno (+0,1%), una dinamica che nasconde in realtà evoluzioni positive per tutte le sottocategorie ad eccezione delle bevande analcoliche.

 

Le innovazioni legate ai consumi alimentari

Questo scenario tuttavia nasconde tendenze ed orientamenti che, nell’ambito della stessa categoria di consumo, possono tradursi in andamenti differenziati. È il caso dei prodotti ottenuti con il metodo di produzione biologica, che rispondono a sistemi di qualità certificata DOP-IGP o ad elevato contenuto di servizio quali quelli di IV gamma, segmenti di consumo che negli ultimi anni si sono mossi in controtendenza rispetto alla dinamica generale dei consumi alimentari. I prodotti biologici sono quelli che più di altri si sono contraddistinti per performance di mercato molto positive: gli ultimi dati parlano di un giro d’affari vicino ai 5 miliardi di euro, di cui circa 3 riferiti ai consumi domestici, cresciuti in maniera sostenuta (oltre il 10%) negli ultimi cinque anni. Anche i prodotti certificati DOP-IGP evidenziano evoluzioni migliori dell’agroalimentare nel suo complesso. La spesa dedicata a questi beni, che corrisponde al 10% della spesa alimentare degli italiani (13,3 miliardi di euro), nell’ultimo anno è aumentata dell’1,7%. Infine i prodotti di IV gamma, un comparto per cui l’Italia è leader in Europa non solo dal punto di vista produttivo (con la presenza di veri e propri distretti sul territorio nazionale), ma anche per quanto riguarda i dati associati al consumo. Il mercato italiano nel 2016 ha registrato un valore degli acquisti di 725 milioni di euro, con una crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente.

 

Quale futuro per i consumi alimentari?

In futuro le dinamiche descritte tenderanno, con ogni probabilità, a consolidarsi e a definire nuovi modelli di consumo delle famiglie italiane, che impatteranno sulla formazione del carrello della spesa e di conseguenza sull’organizzazione degli operatori della filiera agroalimentare. Aspetti quali salubrità, origine, metodi di produzione e contenuto innovativo saranno sempre più centrali nel determinare i processi di scelta dei beni alimentari da parte degli italiani.

 

(© Osservatorio AGR)

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