26 Aprile
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Calo dei prezzi alimentari: il settore cerealicolo perde ancora terreno

di Yari Vecchio

Nel mese di marzo sono calati i prezzi alimentari nel mondo. Le cause sono da ricercarsi nell’ampia disponibilità delle forniture e nelle previsioni che continuano a stimare raccolti abbondanti.

 

A mostrare il quadro completo della situazione è la FAO. L’indice dei prezzi alimentari ha registrato un calo del 2,8% nel solo mese di marzo rispetto al mese precedente; nonostante questo, i prezzi continuano ad essere nettamente più alti del 2016, infatti, rispetto al marzo dello scorso anno si ha un aumento del 13%. I prodotti che pesano di più nella discesa dei prezzi sono gli oli vegetali e lo zucchero.

 

Il focus dei prezzi alimentari: il settore cerealicolo

Scendono i prezzi del settore cerealicolo dell’1,8%, nonostante le quotazioni di grano e mais (due dei cereali che pesano di più nella formazione del prezzo dell’indice) continuino a salire. La produzione di cereali a livello mondiale, nel 2017, è stimata sui 2.597 milioni di tonnellate, con una variazione di solo 9 milioni di tonnellate al di sotto del record stabilito nel 2016, secondo l’ultimo Bollettino FAO sull’offerta e la domanda mondiale di cereali (“Cereal Supply and Demand Brief“),

 

La produzione totale di cereali secondari, invece, nel 2017, raggiungerà il nuovo livello record di 1.353 milioni di tonnellate secondo le attuali previsioni, dovuto soprattutto ad un aumento della produzione in Brasile e in Argentina e da un recupero in Sudafrica dopo la siccità dello scorso anno.
La produzione mondiale di riso dovrebbe crescere dell’1% rispetto al 2016 arrivando a circa 500 milioni di tonnellate. L’aumento è determinato dalle semine più estese in India e in Indonesia insieme a maggiori rese in Brasile e in Cina; ciò dovrebbe bilanciare le rese negative dei Paesi colpiti dalla siccità, come lo Sri Lanka.
L’utilizzo globale di cereali crescerà solo dello 0,8% nel 2017, secondo le previsioni FAO, raggiungendo circa 2.600 milioni di tonnellate. Nel 2016 l’aumento era stato del 2,2%; la crescita più lenta è dovuta ad un minor impiego di cereali per l’alimentazione animale, così come per i biocarburanti come l’etanolo.
Analizzando le proiezioni relative sia alla produzione che al consumo, le prime stime della FAO sulle scorte mondiali dei cereali alla fine del 2017/18 è pari a 680 milioni di tonnellate.

 

Questo è un calo di soli 2 milioni di tonnellate rispetto alla stagione precedente e lascia lo stock-to-use ratio (il rapporto tra le scorte finali e il consumo) ad un livello del 25,4%.

 

Uno sguardo ai mercati

L’indice degli oli vegetali è sceso del 6,2%. A pesare sono i ribassi dei prezzi dell’olio di palma e di soia date le previsioni sulla produzione. I ribassi per i prezzi degli indici sui semi di colza e semi di girasole sono dovuti, invece, ad un raccolto ricco e quindi ad un inaspettato aumento dell’offerta.

 

Fa registrare nuovi record in negativo l’indice dello zucchero, che scende di quasi 11 punti percentuali. Il calo è dovuto alla diminuzione dei volumi di acquisto e alle previsioni di grandi forniture dal Sud America (Brasile in primis) sui mercati. Il forte export è dettato da un consumo domestico per la produzione di bio-etanolo in discesa.

 

Tra i prodotti alimentari, tornano a scendere le quotazioni dei prodotti lattiero-caseari, con una variazione negativa del 2,3%.

 

Scendono, di molto, anche i prezzi degli ortaggi (-26%), a causa del calo dei prodotti più importanti (lattuga, pomodoro e radicchio).

 

Contro tendenza per i prezzi della carne che, seppure timidamente, salgono dello 0,7%. Il rialzo è legato ad un aumento dei volumi in acquisto, dovuti per lo più dall’aumento della domanda d’import di carne bovina e suina da parte di Cina e Paesi orientali. Sale anche l’indice sulla frutta con un aumento del 5,7%. L’indice è in continua ascesa ormai da 9 mesi.

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