2 Marzo
approfondimenti

Agricoltura familiare: un confronto fra Italia e Unione europea

Agricoltura familiare: aspetti definitori

Il 2014 è stato dichiarato dalla FAO anno internazionale dell’agricoltura familiare. Secondo la FAO un’azienda agricola familiare è un’azienda agricola gestita da una famiglia, in cui la prevalenza del lavoro agricolo è fornito dalla famiglia stessa. Esistono tuttavia diversi modelli aziendali che fanno capo ad una famiglia agricola, come pure diversi sono i contesti (politici, normativi, produttivi…) di riferimento, come ben evidenziato nella Family Farming Knowledge Platform.

L’importanza dell’agricoltura familiare nell’Unione europea

Anche il sistema primario europeo è fondato sull’agricoltura familiare e, su un totale di 10,8 milioni di aziende agricole, il 93,7% riguarda realtà in cui è presente esclusivamente lavoro familiare. Se a queste aggiungiamo anche quelle aziende in cui il lavoro familiare è comunque presente (ma non pari al 100% e non assente del tutto) arriviamo al 97% dell’intero tessuto produttivo europeo. Solo il 3% delle aziende agricole comunitarie non presenta lavoro familiare. In termini relativi, la maggioranza di aziende di questo tipo sono localizzate in Francia, dove arrivano a rappresentare il 25% del totale delle aziende agricole.

 

L’importanza registrata in termini di diffusione numerica dalle aziende agricole familiari tende a ridimensionarsi per quanto riguarda il loro peso sulla superficie agricola complessiva e sui capi allevati, ma non sull’occupazione (figura 1). Nell’Unione europea, le aziende agricole con presenza di lavoro familiare (anche se non esclusivo) governano il 72,2% della superficie agricola utilizzata, pari ad oltre 126 milioni di ettari, mentre le aziende che non hanno lavoro familiare gestiscono 48,6 milioni di ettari. Risulta evidente il divario strutturale delle due tipologie di aziende: la superficie media delle aziende agricole familiari si attesta sui 12 ettari, quella delle aziende con salariati a 149. Uno scenario simile caratterizza anche il patrimonio zootecnico: le aziende senza lavoro familiare detengono il 22,9% del totale europeo, pur essendo appena 327mila imprese.

 

Me è dal punto di vista occupazionale che l’agricoltura familiare fa registrare le performance migliori, poiché con quasi 8 milioni di Unità lavorative annue garantisce lavoro all’89,2% del totale della forza lavoro regolarmente impiegata nel settore agricolo.

 

Figura 1 – Il ruolo dell’agricoltura familiare nell’Unione europea (agricoltura familiare/totale, %)

agricoltura familiare

Fonte: elaborazioni su dati Eurostat

  

Agricoltura familiare in Italia e caratteristiche demografiche

L’importanza dell’agricoltura familiare tende ad essere ancora più rilevante in Italia se confrontata con l’Unione europea. Infatti, secondo le rilevazioni Eurostat, su un totale di poco più di 1 milione di aziende agricole italiane, oltre 995mila (98,6%) si caratterizzano per la presenza di lavoro familiare. A differenza del panorama comunitario, nel Belpaese anche la stragrande maggioranza di superficie agricola (89,6% del totale, circa 11 milioni di ettari) è nelle mani delle aziende agricole familiari.

 

Un ulteriore ambito di analisi fra aziende agricole familiari e aziende senza presenza di lavoro familiare riguarda l’età del conduttore. Nelle aziende agricole familiari il responsabile evidenzia, nel 31,8% dei casi, un’età superiore ai 65 anni e solo l’1,6% dei capi azienda ha meno di 25 anni. Le aziende senza lavoro familiare registrano nel 3,2% dei casi un conduttore con meno di 25 anni e solo nell’8,7% delle aziende supera i 65 anni di età.

 

Un profilo demografico ancora peggiore definisce l’agricoltura familiare italiana. Nel nostro Paese le aziende agricole familiari condotte da ultrasessantacinquenni sono il 40% del totale e, tra le aziende non familiari, i responsabili con oltre 65 anni di età sono il 25,8% (in Europa non arrivano al 10%).

 

L’importanza di investire sull’agricoltura familiare

I numeri sull’agricoltura familiare in Europa e in Italia restituiscono la fotografia di un sistema produttivo di assoluto rilievo, dove tuttavia emergono differenze importanti per ciò che riguarda la diffusione territoriale e il diverso ruolo nella gestione delle risorse naturali. Le politiche agricole dovrebbero prestare sempre maggiore attenzione alla dimensione familiare dell’attività agricola, in quanto il contributo che le aziende familiari possono offrire in tema di sicurezza alimentare, produzione di beni pubblici e vitalità delle aree rurali è insostituibile.

 

(© Osservatorio AGR)

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