18 gennaio
approfondimenti

Agricoltura biologica: Italia tra i protagonisti in Europa

di Massimo Spigola

Agricoltura biologica in Europa

L’agricoltura biologica si conferma un segmento determinante e vitale del settore agricolo europeo: secondo le ultime informazioni disponibili (Eurostat, 2016) la superficie agricola condotta con metodo biologico nell’UE 28 è pari a 11,1 milioni di ettari, il 6,2% dell’intero potenziale produttivo europeo (la superficie agricola italiana è circa 12,4 milioni di ettari, per cui è come se un territorio come l’Italia fosse interamente coltivato a biologico).

 

Specializzazioni produttive ed evoluzione recente

Nonostante tale diffusione, le specializzazioni produttive più importanti registrano ancora uno scenario in cui prevalgono colture a basso valore aggiunto: l’estensione più significativa è infatti quella dei prati permanenti e pascoli (utilizzati per l’alimentazione degli animali allevati con pratiche biologiche) che, con oltre 5 milioni di ettari, rappresentano il 45,4% dell’intera superficie biologica europea; seguono i seminativi (42,0%, cereali e verdura in primis) e le colture legnose agrarie quali frutta, vite e olivo (10,6%).

 

I dati testimoniano un’espansione rilevante del metodo di produzione biologico, costantemente cresciuto negli ultimi anni, anche grazie al ruolo delle politiche di sviluppo rurale: in Europa, solo tra il 2010 e il 2015, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) biologica ha registrato un progresso del 21,1%, una tendenza che ha riguardato la quasi totalità degli Stati membri; nello stesso periodo di riferimento infatti solo il Regno Unito (-29,1%) e i Paesi Bassi (-4,0%) hanno evidenziato riduzioni di superficie.

 

Agricoltura biologica e concentrazione territoriale

La produzione biologica si caratterizza per un’elevata concentrazione territoriale: circa i 2/3 della SAU biologica è infatti riconducibile a sei Stati: Spagna (17,7%), Italia (13,4%), Francia (12,2%), Germania (9,5%), Polonia (5,2%) e Austria (5,0%). Più in particolare, l’Italia con poco meno di 1,5 milioni di ettari di SAU mostra una delle estensioni più significative in Europa, con una crescita che solo nell’ultimo anno è stata del 7,5% (+37% rispetto al 2011). La superficie biologica italiana è costantemente aumentata, una tendenza che ha portato la SAU biologica ad un peso del 12,0% sul totale della superficie agricola italiana. Rispetto a tale dato medio alcuni territori regionali mostrano una maggiore propensione nei confronti dell’agricoltura biologica (figura 1): le regioni che registrano una più ampia diffusione del metodo biologico sono la Calabria (31,5% del totale SAU è biologica), la Sicilia (25,1%), Toscana, Lazio (entrambe al 18,7%), Puglia (14,5%), Marche (14,1%) e Sardegna (12,8%).

 

Figura – Incidenza % della superficie biologica sul totale della superficie agricola regionale

Agricoltura biologica: incidenza % della superficie biologica sul totale della superficie agricola regionale

Fonte: Sinab

 

Gli operatori dell’agricoltura biologica

I produttori biologici attivi nel 2015 in Europa sono stati 271.552, il 23,4% in più di quanto rilevato cinque anni prima; l’Italia detiene un posizionamento di primo piano, poiché con 52.609 operatori (+26,0% tra 2010 e 2015) concentra il 19,4% del totale europeo. Seguono la Spagna (12,8%), la Francia (10,6%) e la Germania (9,2%).

Una caratteristica positiva che contraddistingue il settore biologico dall’agricoltura convenzionale è la dimensione media delle aziende agricole. La SAU media di un’azienda agricola in Europa è pari a 16,1 ettari, un dato che nel caso delle aziende biologiche è più che doppio (36,7 ha, anche in ragione delle specializzazioni produttive che caratterizzano le aziende biologiche), una tendenza generalizzata e non confermata solo in pochi (sei) Stati membri.

 

Completano la filiera biologica europea 47.213 trasformatori biologici; le specializzazioni più diffuse sono la lavorazione e conservazione di prodotti da forno e farinacei (17%), frutta e verdura (16%) e la lavorazione di oli e grassi vegetali e animali (14%). L’Italia e la Francia, seppur con competenze diverse, dominano la classifica del numero di trasformatori biologici all’interno delle diverse categorie di produzione alimentare.

 

Il mercato dei prodotti biologici in Italia

Infine la dimensione del mercato dei prodotti biologici: solo in Italia la domanda legata al biologico supera i 4,3 miliardi di euro, di cui poco meno di 2,7 miliardi riconducibili alla domanda interna e oltre 1,6 generati sui mercati internazionali (2015). Entrambi gli aggregati registrano una crescita di circa il 15% nei confronti dell’ultimo anno, quando nello stesso momento il totale delle vendite alimentari al dettaglio evidenziava una crescita molto contenuta (+1,3%). I canali di commercializzazione più importanti per i prodotti biologici sono la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e i negozi specializzati bio che, in complesso, detengono circa i 2/3 del mercato a valore (distribuito quasi equamente ma con un piccolo vantaggio per la GDO). I prodotti più acquistati sono le uova, la frutta in composta, le gallette di riso, la frutta fresca confezionata a peso imposto e le bevande alla soia, tutti segmenti di consumo che negli ultimi anni hanno registrato trend di crescita molto sostenuti.

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