12 Marzo
imprese & mercati politiche

Al via nuove norme per le fascette dei vini a denominazione d’origine

Il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova nei giorni scorsi ha firmato un decreto che cambia il quadro normativo dei contrassegni – le cosiddette fascette – per i vini a denominazione protetta. Il provvedimento, che non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dà finalmente attuazione a quanto previsto nel Testo unico del vino emanato nel 2016 ed era da tempo atteso dagli operatori della filiera vitivinicola.
Il testo introduce misure di semplificazione del processo di acquisizione dei contrassegni da parte degli operatori e opera una certariduzione dei relativi costi e della tempistica di distribuzione.
In particolare per le aziende è interessante la possibilità di ritirare uno stock di contrassegni corrispondente al quantitativo di vino atto a divenire a denominazione d’origine detenuto dall’imbottigliatore, mentre il precedente decreto prevedeva la consegna di fascette solo in base al prodotto certificato. In tal modo le aziende potranno avere più rapidamente a disposizione le fascette necessarie.
Nel decreto sembra invece venir meno uno degli aspetti centrali della legge istitutiva del Testo unico sul vino e cioè l’eliminazione del monopolio dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nella stampa dei contrassegni.
Il testo prevede infatti l’impiego di tipografie autorizzate in grado di garantire gli stessi standard di tecnologia e sicurezza dell’Istituto, ma la loro eventuale utilizzazione dipende dalla capacità produttiva dell’Istituto stesso ed è a sua esclusiva discrezione.
Il decreto, infine, detta le disposizioni per l’attuazione del Sistema di controllo e tracciabilità telematico per i vini confezionati a doc e a igt,alternativo al sistema delle fascette.
Tale innovativo sistema consiste nell’apposizione in chiaro su ogni recipiente di un codice alfanumerico univoco non seriale che renda possibile l’identificazione di ciascun recipiente immesso sul mercato da parte delle competenti autorità di controllo, e potrà essere utilizzato, su scelta del Consorzio di tutela, sia per vini a igt sia a doc. I codici alfanumerici, forniti da provider iscritti in un apposito elenco istituito dal Ministero delle politiche agricole, saranno gestiti con modalità analoghe a quelle dei contrassegni.

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