23 Novembre
imprese & mercati

Agroalimentare, sistema creditizio a due facce: aumento per l’industria, contrazione per il settore primario

Il credito del settore agroalimentare italiano continua a viaggiare a velocità diverse, a seconda che riguardi l’industria alimentare o le aziende agricole. È questo il dato che emerge dal rapporto mensile “Monete e banche”, pubblicato dalla Banca d’Italia il 10 novembre scorso.

 

Il rapporto evidenzia in primo luogo come, a dispetto delle misure espansive della BCE (Banca Centrale Europea), permanga – ormai ininterrottamente dal 2012 – la contrazione del totale dei prestiti concessi alle imprese, che registrano nel mese di settembre una diminuzione del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2015.

 

In questo contesto, ancora critico per il mercato del credito, le imprese del settore agroalimentare, che nel 2016 assorbono l’8,7% del credito bancario erogato al sistema produttivo nazionale, mostrano una relativa tenuta in termini di finanziamenti ricevuti: considerato nel complesso, lo stock dei prestiti a loro destinato fino al mese di settembre è diminuito solo dello 0,6% su base annua.

 

Tuttavia, si sta accentuando la forbice già in evidenza tra imprese dell’industria alimentare e aziende del settore primario (inteso come agricoltura, silvicoltura e pesca). Infatti i prestiti a famiglie e imprese produttrici del settore agricolo, a settembre, si sono attestati a 43.591 milioni di euro, con una riduzione del 2,3% su base annua. Va tuttavia rilevato come in questo ambito debbano ancora giocare un ruolo i prestiti “attratti” dai progetti dei Programmi di Sviluppo Rurale regionali, non ancora partiti a pieno regime.

 

I prestiti alle imprese dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, invece, sempre a settembre, ammontano a 32.267 milioni di euro, con un incremento dell’1,8% su base annua.

 

(© Osservatorio AGR)

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